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- Roma - Martedì 25 Agosto 2026
Bambina di un anno salvata al Bambino Gesù: rimosso un tumore con la chirurgia integrata
L'intervento di quattro ore ha permesso di asportare un neuroblastoma preservando le funzioni motorie grazie al monitoraggio del sistema nervoso in tempo reale.
Un complesso intervento di circa quattro ore, condotto attraverso un'innoavtiva strategia chirurgica integrata presso l'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, ha consentito la rimozione totale di un neuroblastoma maligno in una bambina di poco più di un anno.
La massa tumorale, sviluppatasi nel sistema nervoso autonomo, si era estesa fin dentro il canale vertebrale — lo spazio che custodisce midollo spinale e radici nervose —, arrivando a comprimere il nervo preposto al movimento di una gamba.
Per garantire l'asportazione radicale della neoplasia senza compromettere la funzionalità dell'arto, l'équipe medica ha pianificato il percorso operatorio tramite simulazioni tridimensionali, scegliendo un accesso chirurgico posteriore dalla schiena in alternativa al consueto approccio addominale.
"La posizione del tumore ci ha imposto di ripensare completamente l'approccio chirurgico - spiega Giorgio Persano, dell'Unità operativa semplice di Chirurgia oncologica del Bambino Gesù -. L'obiettivo era rimuovere completamente la malattia preservando al tempo stesso le strutture nervose più importanti".
La via d'accesso posteriore ha infatti permesso di intervenire contestualmente sia sulla porzione esterna sia su quella penetrata nel canale vertebrale. L'operazione si è avvalsa del monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio continuo, affiancato da un protocollo anestesiologico studiato ad hoc per non interferire con i segnali nervosi.
"Quando un tumore cresce così vicino ai nervi che controllano il movimento di una gamba, ogni millimetro conta - afferma il dottor Andrea Carai, responsabile dell'Unità operativa complessa di Neurochirurgia del Bambino Gesù -. Il monitoraggio neurofisiologico ci permette di verificare in tempo reale che queste strutture continuino a funzionare mentre il chirurgo lavora. Integrando neurochirurgia, neurofisiologia, anestesia e chirurgia oncologica possiamo affrontare interventi estremamente delicati con un livello di sicurezza più elevato".
L'intervento si è concluso con l'asportazione completa del tumore. La piccola paziente è stata dimessa a sei giorni dall'operazione e ha già intrapreso il percorso di riabilitazione.
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