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  • Roma - Lunedì 25 Maggio 2026

Benessere generazionale: Firenze regina per l'infanzia, Bolzano guida tra i giovani, Trieste in vetta per la terza età

L'indagine statistica del Sole 24 Ore presentata al Festival dell'Economia di Trento fotografa le risposte delle province alle necessità delle varie fasce d'età. Se i territori alpini e il Nord-Est conquistano i vertici, le aree metropolitane registrano andamenti fortemente contrastanti e il Meridione si attesta stabilmente sul fondo delle graduatorie.

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Firenze, Milano e Aosta guidano la classifica per i bambini; Bolzano, Trento e Gorizia primeggiano per i giovani; Trieste, Trento e Milano si impongono al vertice per gli anziani. Questo l'esito dei tre podi generazionali emersi dalla nuova e approfondita mappatura territoriale curata dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore.

Presentata ufficialmente al pubblico e alle istituzioni nella prestigiosa cornice del Festival dell'Economia di Trento, la ricerca mette a confronto le centosette province della penisola su una griglia di indicatori statistici mirati, isolando le risposte dei singoli territori alle sfide della transizione demografica, del welfare locale e dell'inclusione lavorativa delle nuove generazioni.

Sul fronte della tutela della terza età e dei servizi dedicati alla popolazione over 65, la vetta conquistata dal capoluogo giuliano riflette la forte capillarità delle cure di prossimità e dei supporti socio-assistenziali del Nord-Est.

All'opposto, le forti carenze strutturali dei sistemi di welfare penalizzano fortemente le province del Mezzogiorno e del Lazio, che scivolano sul fondo della graduatoria nazionale occupando le ultime tre piazze con Vibo Valentia al centosettesimo posto, preceduta da Frosinone e Cosenza.

All'interno di questa specifica griglia le grandi città mostrano un andamento discontinuo: Cagliari ottiene un brillante sesto posto assoluto, Torino si posiziona ventunesima, Venezia trentottesima e Napoli si attesta a metà percorso, in cinquantunesima piazza.

La graduatoria riservata alla fascia anagrafica compresa tra i 15 e i 35 anni vede la netta affermazione delle aree alpine, capaci di garantire una maggiore stabilità contrattuale e migliori opportunità di inserimento nel tessuto produttivo. Lo specchio dei territori meno attrattivi per le nuove generazioni vede invece Taranto confinata all'ultimo gradino della classifica, affiancata in chiusura dal Sud Sardegna e dal distretto pugliese di Barletta-Andria-Trani.

Per quanto riguarda le grandi aree metropolitane, il peso dei canoni di locazione e il costo generale della vita frenano i posizionamenti complessivi dei principali centri urbani: Torino si ferma alla quarantaseiesima posizione, seguita da Milano alla cinquantesima, Cagliari alla cinquantottesima e Venezia alla sessantatreesima, mentre Napoli sconta i ritardi più sensibili scivolando fino alla centoquattresima piazza.

Il segmento dedicato all'infanzia e alla crescita dei minori fino a 14 anni premia l'efficienza dei servizi scolastici, delle mense e degli spazi verdi della Toscana e della Lombardia, staccando nettamente le realtà meridionali e insulari. Il fondo della classifica dei più piccoli vede infatti la provincia siciliana di Trapani come maglia nera nazionale, preceduta da Catania e da Crotone.

Tra le altre grandi aree urbane italiane coinvolte nella rilevazione, Cagliari si conferma nell'eccellenza nazionale agguantando il settimo posto assoluto, seguita a distanza da Torino in ventiduesima posizione e da Venezia alla quarantesima piazza, mentre Napoli rimane confinata nelle retrovie occupando il novantaquattresimo gradino della griglia.

In questo articolato quadro di performance geografiche, la Capitale fa registrare un andamento fortemente polarizzato e speculare alle proprie complessità amministrative. Roma riesce a imporsi nell'eccellenza nazionale per quanto riguarda la tutela e i servizi dedicati alla terza età, conquistando un prestigioso quarto posto assoluto nella classifica degli anziani. La situazione si fa invece decisamente più complessa per le nuove generazioni: la provincia romana si posiziona infatti a metà classifica, al trentatreesimo posto, per quanto riguarda l'indice dei bambini, mentre crolla nettamente fino all'ottantatreesimo gradino nella graduatoria riservata ai giovani tra i 15 e i 35 anni, risentendo in modo determinante della pressione dei costi immobiliari e dei tempi di inserimento nel tessuto produttivo stabile.

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