
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 22 Luglio 2026
Dazi USA sui farmaci generici, la mossa di Trump spaventa le imprese
Dall'1° agosto 2026 previsto un periodo cuscinetto di due anni prima di tariffe al 100% e poi al 200%.
Donald Trump torna a minacciare dazi sui prodotti farmaceutici e mette nel mirino i medicinali generici, delineando tuttavia una roadmap con un periodo transitorio. A partire dal 1° agosto 2026, i farmaci equivalenti importati negli Stati Uniti godranno di un'esenzione di due anni, superata la quale verranno applicati dazi al 100% per dodici mesi e, successivamente, tariffe al 200%.
Un cambio di scenario che solleva forte apprensione nella filiera, sia in Europa sia negli USA, per il rischio di alterare equilibri produttivi globali profondamente integrati.
Sull'annuncio del presidente statunitense è intervenuta l'Unione Europea. Bruxelles confida che i generici europei rimangano esentati dalle nuove misure in virtù dell'accordo commerciale transatlantico del 2025, in base al quale ai prodotti dell'Ue dovrebbe continuare ad applicarsi il trattamento MFN (Nazione più favorita).
Il portavoce della Commissione europea, Olof Gill, ha ricordato che “gli Stati Uniti si sono impegnati a esentare i farmaci generici dai dazi del 15%; pertanto continua ad applicarsi il trattamento della ‘nazione più favorita’ (MFN), che corrisponde a un’aliquota dello 0%”. Sebbene i prodotti innovativi dell'Ue rimangano soggetti a una tariffa del 15%, Gill ha sottolineato che “ciò dimostra chiaramente che la dichiarazione congiunta Ue-Usa stia producendo risultati concreti, preservando la stabilità e proteggendo un settore strategico chiave da perturbazioni e aumenti dei dazi”. Qualsiasi inosservanza dell'intesa rischierebbe tuttavia di innescare contromisure tariffarie reciproche.
A esprimere forte preoccupazione per le ripercussioni sulla tenuta delle forniture è Riccardo Zagaria, presidente di Egualia, l'associazione delle aziende produttrici di farmaci equivalenti, biosimilari e Value Added Medicines: “Le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump rappresentano un cambio di scenario che merita la massima attenzione. Pur prendendo atto del periodo transitorio announced, l’introduzione di dazi sui farmaci generici rischia di produrre effetti che vanno ben oltre il commercio internazionale”.
“I medicinali fuori brevetto rappresentano un presidio essenziale per la salute pubblica. Garantiscono ogni giorno la continuità delle cure a milioni di pazienti e contribuiscono in modo determinante alla sostenibilità dei sistemi sanitari. Proprio per il loro valore strategico dovrebbero restare al di fuori delle dispute commerciali e dall’applicazione dei dazi”, evidenzia Zagaria.
Il vertice di Egualia richiama l'attenzione sulle possibili ricadute per il mercato americano e globale, visto che tali farmaci coprono oltre il 90% delle prescrizioni negli USA: “L’introduzione di barriere commerciali su prodotti che rappresentano oltre il 90% delle prescrizioni negli Stati Uniti rischia inoltre di aggravare le tensioni già esistenti nelle catene di approvvigionamento dei medicinali essenziali. La produzione dei medicinali fuori brevetto si fonda oggi su filiere globali altamente integrate, nelle quali principi attivi, eccipienti, confezionamento e produzione finale coinvolgono Paesi diversi.
L’esperienza degli ultimi anni ha dimostrato quanto sia fondamentale poter contare su filiere produttive resilienti, diversificate e integrate a livello internazionale. Misure che ostacolano la libera circolazione dei farmaci possono aumentare i costi, compromettere la continuità delle forniture e incidere sulla disponibilità dei medicinali per i pazienti”.
Sul fronte della politica industriale, Zagaria rileva che il rafforzamento delle capacità produttive nazionali “è un obiettivo legittimo e condiviso anche in Europa. Proprio per questo riteniamo che debba essere perseguito attraverso politiche industriali capaci di incentivare gli investimenti, sostenere la competitività e consolidare le filiere produttive, anziché con misure tariffarie che rischiano di alterare gli equilibri di un mercato globale profondamente integrato”.
Un grido d'allarme condiviso anche da Medicines for Europe, che mette in guardia contro possibili carenze strutturali negli Stati Uniti. “Se l’obiettivo è rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, occorre sostenere la produzione con politiche industriali e regole di mercato sostenibili, non creare nuove barriere commerciali. I medicinali equivalenti non sono una semplice commodity industriale, ma un’infrastruttura strategica per la salute pubblica. Ogni misura che ne comprometta la sostenibilità economica o la libera circolazione rischia di tradursi in minore disponibilità dei medicinali, maggiori costi per i sistemi sanitari e minore accesso alle cure per i pazienti”, conclude il presidente di Egualia.
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