Bittarelli (3570): 'Le Iene' non facciano passare tassisti per evasori fiscali
"Nelle città più importanti si tratta mediamente di incassi tra i 25 e i 45mila euro l'anno, cifre che non riescono a volte neanche a raggiungere ma che dichiarano per non aver problemi con gli studi di settore".
(Prima Notizia 24)
Mercoledì 10 Maggio 2023
Roma - 10 mag 2023 (Prima Notizia 24)
"Nelle città più importanti si tratta mediamente di incassi tra i 25 e i 45mila euro l'anno, cifre che non riescono a volte neanche a raggiungere ma che dichiarano per non aver problemi con gli studi di settore".
"Ho sempre apprezzato il lavoro svolto dalle 'Iene' negli ultimi tempi sulla nostra categoria, andando a indagare, a volte anche rischiando la propria incolumità, nei confronti di quei tassisti spesso arroganti e prepotenti che vogliono fare i furbetti con i clienti, soprattutto stranieri.

Apprezziamo questo sforzo che ci aiuta a snidare questo malcostume: fino a qui ci siamo e lo apprezziamo. Non mi pare pero' che facciano corretta informazione quando, in maniera faziosa, vogliono mettere in difetto tutta la categoria dei tassisti facendoli passare come evasori fiscali prendendo a riferimento le dichiarazioni dei redditi fatte sotto l'era Covid".

Così il Presidente di RadioTaxi 3570, Loreno Bittarelli, commenta il servizio del programma di Italia 1 "Le Iene" riguardante i redditi dei tassisti in alcune città d'Italia, l'evasione fiscale e l'utilizzo dei Pos.

"Dal punto di vista fiscale, inoltre, va chiarito che i tassisti sono sottoposti, come tutti gli artigiani, agli studi di settore. Nelle città più importanti si tratta mediamente di incassi tra i 25 e i 45mila euro l'anno, cifre che non riescono a volte neanche a raggiungere ma che dichiarano per non aver problemi con gli studi di settore", aggiunge.

"Sono quindi rimasto deluso da questo servizio", prosegue. Bittarelli è pronto per "un confronto in qualsiasi momento, ma mi sembra sbagliato far passare i tassisti come evasori fiscali quando invece, spesso e volentieri, sono tartassati perché, per non avere problemi, dichiarano più di quello che hanno incassato".

Quello del Pos, conclude Bittarelli, è un tema "strumentalizzato. Abbiamo parametri stabiliti dalle Agenzia delle Entrate: fatti col pos o in contanti, sono sempre quelli gli incassi su cui pagare le tasse".

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