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- Bologna - Giovedì 23 Luglio 2026
Bologna, morte Fakir: Tg1 mostra video bodycam, dal Marocco la moglie chiede giustizia
Le immagini consegnate in Procura mostrano le fasi prima dell'intervento degli agenti. Il legale: "Contatto con un'altra persona". Domenica presidio al Pilastro.
Emerge un nuovo elemento nell'inchiesta sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto la scorsa domenica in via Svevo, al quartiere Pilastro di Bologna, durante un intervento di polizia.
Il Tg1 ha mostrato uno spezzone del video registrato dalla bodycam indossata da uno dei due agenti intervenuti sul posto, filmato che è già stato consegnato alla Procura. Nelle immagini si vedono le mani dei poliziotti su Fakir e su un altro uomo con la maglietta bianca con cui la vittima era venuta a contatto.
Sulla sequenza è intervenuto l'avvocato Gabriele Bordoni, spiegando che nel filmato si nota un momento di contatto con altre persone prossime a un'auto e che a quel punto è apparso evidente come i poliziotti dovessero intervenire per risolvere la situazione.
Nel frattempo, arrivano dal Marocco le invocazioni di verità e giustizia da parte della moglie e della zia dell'uomo. In un'intervista rilasciata all'emittente Chouftv, la moglie ha definito l'episodio un fatto incomprensibile, ricordando che il marito stava preparando i bagagli per le vacanze estive e sottolineando che nessuno è intervenuto in suo aiuto.
Dure anche le parole della zia, che ha criticato l'uso dello spray al peperoncino da parte degli agenti, parlando di un decesso per soffocamento e chiedendo piena luce sull'accaduto.
Sui canali social è intervenuta anche la nipote dell'uomo, Yossra Fakir, definendo lo zio un lavoratore titolare di una cooperativa e chiedendo di non speculare sulla sua vita privata. La giovane ha dichiarato di riporre fiducia nelle istituzioni e nella magistratura, ribadendo che la famiglia non intende alimentare odio o fare polemiche politiche, ma solo tutelare la memoria di una persona cara.
Sul piano investigativo, la Squadra Mobile della Questura di Bologna ha effettuato una perquisizione nell'abitazione dove risiedeva Fakir, ascoltando come testimone un cugino che condivideva l'appartamento con lui.
Parallelamente si muove la protesta cittadina: dopo un'assemblea pubblica in piazza Lucio Dalla, è stato promosso un presidio per la serata di domenica 26 luglio al quartiere Pilastro, a cui farà seguito un'assemblea nazionale fissata per il prossimo 12 settembre.
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