La premier Giorgia Meloni ha reso le dichiarazioni programmatiche alla Camera dei Deputati. Al suo discorso ha assistito l'incaricato d'Affari ad interim dell'ambasciata Usa, Shawn Crowly che, riferiscono alcune fonti, ha ascoltato le dichiarazioni - su cui il governo porrà la fiducia - dalla tribuna degli ospiti.
'Emozione per la solennità del momento', ha dichiarato Meloni. "Un ringraziamento sincero va al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nel dare seguito all'indicazione degli italiani non mi ha fatto mancare i suoi preziosi consigli", ha aggiunto.
"La situazione dell'Italia non consente di perdere tempo", ed "è una grande responsabilità" per tutto il governo e "per chi quella fiducia deve concederla o negarla. E' un momento fondamentale della nostra democrazia a cui non dobbiamo assuefarci. Grazie a chi vorrà esprimersi, qualunque sia la scelta che farà".
"Voglio ringraziare anche il mio predecessore, il presidente Mario Draghi che, tanto a livello nazionale quanto a livello internazionale ha in queste settimane offerto tutta la sua disponibilità perché vi fosse un passaggio di consegne veloce e sereno. Anche se il nuovo governo, per ironia della sorte, è guidato dall'unico partito all'opposizione del suo governo. Si è molto ricamato su questo ma non c'è nulla di strano, così dovrebbe essere sempre, così dovrebbe essere nelle grandi democrazie", ha proseguito.
"Il mio ringraziamento, il più sentito, va al popolo italiano, a chi ha deciso di non mancare l'appuntamento elettorale e ha espresso il proprio voto" attraverso quel "processo democratico che vuole nel popolo e solo nel popolo la sovranità", ha aggiunto.
"Un ringraziamento va ai partiti della coalizione di governo, ai miei Fratelli d'Italia, alla Lega a Forza Italia, a Noi moderati ai loro leader, a quel centrodestra che", in seguito alla vittoria delle elezioni, ha potuto dare "vita al governo in uno dei lassi di tempo più brevi della storia". "E' una grande responsabilità" per tutto il governo e "per chi quella fiducia deve concederla o negarla. E' un momento fondamentale della nostra democrazia a cui non dobbiamo assuefarci. Grazie a chi vorrà esprimersi, qualunque sia la scelta che farà".
"Tra i tanti pesi che oggi sento gravare sulle mie spalle oggi", ha detto ancora Meloni, c'è anche quello derivante dalla consapevolezza di essere "la prima donna capo del governo di questa nazione. Quando mi soffermo sulla portata di questo fatto" avverto "la responsabilità che ho nei confronti che di tutte quelle donne che attraversano difficoltà per affermare il loro talento", ha proseguito, per poi ricordare le donne che "hanno costruito quella scala che oggi permette a me di rompere il tetto di cristallo".
"Gli elettori hanno scelto il centrodestra" e il relativo programma, "manterremo quegli impegni. So bene che ad alcuni osservatori e all'opposizione non piaceranno molte" delle nostre "proposte, ma non assecondo quella deriva per cui la democrazia" significa più per alcuni e meno per altri.
"Chi vuole vigilare sul nostro governo gli direi che possono spendere meglio il loro tempo: in quest'aula ci sono valide battagliere forze dell'opposizione che possono farsi sentire senza aver bisogno di soccorso esterno. Spero che chi dall'estero dice di voler vigilare sull'Italia non manca di rispetto non a me ma al popolo italiano che non ha lezioni da prendere", ha aggiunto Meloni.
"L'Italia è a pieno titolo parte dell'Occidente e del suo sistema di alleanze: è stato fondatore Ue, dell'alleanza altantica, parte del G7 e culla insieme alla Grecia della civiltà occidentale e del suo sistema di valori, libertà uguaglianza e democrazia" e alle origini "classiche e giudaico-cristiane".
"Diamo vita a un governo pienamente politico, assumendoci tutte le responsabilità: anteporremo l'interesse nazionale a quello di parte e di partito, vogliamo liberare le migliori energie di questo paese e garantire un futuro di maggiore libertà, giustizia, benessere. Se per farlo dovremo scomodare potentati o fare scelte che non possono essere condivise da subito da alcuni cittadini non ci tireremo indietro perche il coraggio non ci difetta. Manterremo gli impegni presi con i cittadini".
Meloni si sente "erede di San Benedetto, patrono dell'intera Europa".
Un ringraziamento va al Presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e alla Presidente dell'Europarlamento. Inoltre, ha aggiunto, "ringrazio i tanti" Capi di Stato e di Governo, a livello mondiale, "che mi hanno augurato buon lavoro. Non mi sfugge la curiosità per la postura che avrà l'Italia nell'Europa, dentro le istituzioni, perché quello è il luogo in cui farà sentire forte la sua voce".
Quello che il governo ha per obiettivo, ha precisato Meloni, "non è frenare o sabotare l'integrazione europea ma contribuire a indirizzarla verso una maggiore efficacia in risposta alle crisi".
"L'Italia negli anni ha saputo dimostrare" di essere affidabile, "a partire dalle tante missioni internazionali delle quali siamo stati protagonisti. E voglio per questo ringraziare le donne e gli uomini delle nostre Forze Armate per aver tenuto alto il prestigio dell'Italia nei contesti più difficili, anche a costo della propria vita: la Patria vi sarà sempre riconoscente".
Sarà inoltre necessario "rafforzare le misure a sostegno di famiglie e imprese" per quanto riguarda le bollette e il carburante, un "sostegno imponente" per porre un "argine al caro energia" che "ci costringerà a rinviare alcuni provvedimenti" inseriti nel programma. "Soltanto un'Italia che rispetta gli impegni può avere l'autorevolezza per chiedere a livello europeo e occidentale, ad esempio, che gli oneri della crisi internazionale siano suddivisi in modo più equilibrato. È quello che intendiamo fare, a partire dalla questione energetica".
"E la nostra Nazione, in particolare il Mezzogiorno, è il paradiso delle rinnovabili, con il suo sole, il vento, il calore della terra, le maree e i fiumi. Un patrimonio di energia verde troppo spesso bloccato da burocrazia e veti incomprensibili. Insomma, sono convinta che l'Italia, con un po' di coraggio e di spirito pratico, possa uscire da questa crisi più forte e autonoma di prima".
"Siamo nel pieno di una tempesta - ha evidenziato -, con un'imbarcazione che ha subito diversi danni, e gli italiani hanno affidato a noi il compito di condurre la nave in porto in questa difficilissima traversata".
"Sbaglia chi crede che sia possinile barattare la libertà dell'Ucraina con la nostra libertà. Cedere al ricatto di Putin non risolverebbe il problema".
Per quanto riguarda l'inflazione, ha proseguito Meloni, "è indispensabile intervenire con misure volte ad accrescere il reddito disponibile delle famiglie, partendo dalla riduzione delle imposte sui premi di produttività, dall'innalzamento ulteriore della soglia di esenzione dei cosiddetti fringe benefit e dal potenziamento del welfare aziendale. Allo stesso tempo dobbiamo riuscire ad allargare la platea dei beni primari che godono dell'IVA ridotta al 5%. Misure concrete, che dettaglieremo nella prossima legge di bilancio, sulla quale siamo già al lavoro".
La scelta che ha fatto "la Bce, al pari di altre banche centrali, per la prima volta dopo 11 anni, a rialzare i tassi di interesse" è "da molti reputata una scelta azzardata e che rischia di ripercuotersi sul credito bancario a famiglie e imprese, e che si somma a quella già assunta dalla stessa Banca centrale di porre fine, a partire dal 1° luglio 2022, al programma di acquisto di titoli a reddito fisso sul mercato aperto, creando una difficoltà aggiuntiva a quegli Stati membri che hanno un elevato debito pubblico".
"Mi sento di dire che se questo Governo riuscirà a fare ciò che ha in mente, scommettere sull'Italia potrebbe essere non solo un investimento sicuro, ma forse perfino un affare. Perché l'orizzonte al quale vogliamo guardare non è il prossimo anno o la prossima scadenza elettorale, quello che ci interessa è come sarà l'Italia tra dieci anni", ha continuato.
"Il PNRR è un'opportunità straordinaria di ammodernare l'Italia: abbiamo tutti il dovere di sfruttarla al meglio. La sfida è complessa a causa dei limiti strutturali e burocratici che da sempre rendono difficoltoso per l'Italia riuscire ad utilizzare interamente persino i fondi europei della programmazione ordinaria. Basti pensare che la Nota di aggiornamento al Def 2022 ha ridotto la spesa pubblica attivata dal PNRR a 15 miliardi rispetto ai 29,4 miliardi previsti nel Def dell'aprile scorso".
"Spenderemo al meglio i 68,9 miliardi a fondo perduto e i 122,6 miliardi concessi a prestito all'Italia dal Next Generation EU. Senza ritardi e senza sprechi, e concordando con la Commissione europea gli aggiustamenti necessari per ottimizzare la spesa, alla luce soprattutto del rincaro dei prezzi delle materie prime e della crisi energetica. Perché queste materie si affrontano con un approccio pragmatico, non ideologico". "Sono pronta a fare quello che va fatto, a costo di non essere compresa, perfino non essere rieletta, per rendere il destino di questa nazione più agevole".
"La strada per ridurre debito non è la cieca austerità o avventurismi creativi", ma la "crescita strutturale". Perciò, ha aggiunto Meloni, "siamo aperti agli investimenti esteri", ma non ci sarà spazio per "logiche predatorie".
Per quel che riguarda la riforma del presidenzialismo, "siamo fermamente convinti del fatto che l'Italia abbia bisogno di una riforma costituzionale in senso presidenziale, che garantisca stabilità e restituisca centralità alla sovranità popolare", che permetta il passaggio da una "democrazia interloquente" ad una "democrazia decidente". "Vogliamo confrontarci su questo con tutte le forze politiche presenti in Parlamento, per giungere alla riforma migliore e più condivisa possibile. Ma sia chiaro che non rinunceremo a riformare l'Italia di fronte ad opposizioni pregiudiziali. In quel caso ci muoveremo secondo il mandato che ci è stato conferito su questo tema dagli italiani: dare all'Italia un sistema istituzionale nel quale chi vince governa per cinque anni e alla fine viene giudicato dagli elettori per quello che è riuscito a fare".
"Vogliamo partire dall'ipotesi di semipresidenzialismo sul modello francese, che in passato aveva ottenuto un ampio gradimento anche da parte del centrosinistra, ma rimaniamo aperti anche ad altre soluzioni".
"Sono convinta che questa svolta sia anche l'occasione migliore per tornare a porre al centro dell'agenda Italia la questione meridionale. Il Sud non più visto come un problema ma come un'occasione di sviluppo per tutta la nazione. Lavoreremo sodo per colmare un divario infrastrutturale inaccettabile, eliminare le disparità, creare occupazione, garantire la sicurezza sociale e migliorare la qualità della vita. Dobbiamo riuscire a porre fine a quella beffa per cui il Sud esporta manodopera, intelligenze e capitali", ha detto ancora Meloni.
'Servono investimenti strutturali per affrontare l'emergenza climatica, le sfide ambientali, il rischio idrogeologico e l'erosione costiera, e per accelerare i processi di ricostruzione dei territori colpiti in questi anni dai terremoti e da calamità naturali, come la drammatica alluvione che nella notte tra il 15 e il 16 settembre ha sconvolto la Regione Marche. Consentitemi, insieme a tutti voi, di rinnovare qui il cordoglio per le vittime e la vicinanza a tutta la comunità: siamo al vostro fianco e non vi abbandoneremo, contate su di noi'.
"Intendiamo tutelare le infrastrutture strategiche nazionali assicurando la proprietà pubblica delle reti, sulle quali le aziende potranno offrire servizi in regime di libera concorrenza, a partire da quella delle comunicazioni. La transizione digitale, fortemente sostenuta dal Pnrr, deve accompagnarsi alla sovranità tecnologica, al cloud nazionale e alla cyber-security".
"Perché tutti gli obiettivi di crescita possano essere raggiunti, serve una rivoluzione culturale nel rapporto tra Stato e sistema produttivo, che deve essere paritetico e di reciproca fiducia. Chi oggi ha la forza e la volontà di fare impresa in Italia va sostenuto e agevolato, non vessato e guardato con sospetto. Perché la ricchezza la creano le imprese con i loro lavoratori, non lo Stato tramite editto o decreto. E allora il nostro motto sarà 'non disturbare chi vuole fare'".
"Da questa rivoluzione copernicana dovrà nascere un nuovo patto fiscale, che poggerà su tre pilastri Il primo: ridurre la pressione fiscale su imprese e famiglie attraverso una riforma all'insegna dell'equità: riforma dell'Irpef con progressiva introduzione del quoziente familiare ed estensione della tassa piatta per le partite Iva dagli attuali 65 mila euro a 100 mila euro di fatturato. E, accanto a questa, introduzione della tassa piatta sull'incremento di reddito rispetto al massimo raggiunto nel triennio precedente: una misura virtuosa, con limitato impatto per le casse dello Stato".
"Il secondo" punto prevede "una tregua fiscale per consentire a cittadini e imprese" e specialmente alle Pmi "in difficoltà di regolarizzare la propria posizione con il fisco". "Il terzo" punto prevede "una serrata lotta all'evasione fiscale", iniziando dagli evasori totali, dalle grandi imprese e dalle grandi frodi sull'Iva, che dovrà essere una "vera lotta all''evasione non caccia al gettito" e che dovrà essere "accompagnata da una modifica dei criteri di valutazione dei risultati dell'Agenzia delle Entrate, che vogliamo ancorare agli importi effettivamente incassati e non alle semplici contestazioni, come incredibilmente avvenuto finora".
Per quel che riguarda il lavoro e la scuola, "c'è un tema di povertà dilagante" che non si può "ignorare. Sua Santità Papa Francesco, a cui rivolgo un affettuoso saluto, ha di recente ribadito un concetto importante: 'La povertà non si combatte con l'assistenzialismo, la porta della dignità di un uomo è il lavoro'".
"Vogliamo mantenere e, laddove possibile, aumentare il doveroso sostegno economico per i soggetti effettivamente fragili non in condizioni di lavorare", mentre "per gli altri, la soluzione non può essere il reddito di cittadinanza, ma il lavoro". "Per come è stato pensato, il reddito di cittadinanza ha rappresentato una sconfitta".
"La priorità per il futuro sarà un sistema pensionistico che garantisca anche le giovani generazioni e chi percepirà l'assegno solo in base al regime contributivo", ha proseguito per poi evidenziare che questa è "una bomba sociale che continuiamo a ignorare ma che investirà in futuro milioni di attuali lavoratori, che si ritroveranno con assegni addirittura molto più bassi di quelli già inadeguati che si percepiscono attualmente".
"Si è polemizzato sulla nostra scelta di rilanciare la correlazione tra istruzione e merito. Rimango sinceramente colpita. Diversi studi dimostrano come, oggi, chi vive in una famiglia agiata abbia una chance in più per recuperare le lacune di un sistema scolastico appiattito al ribasso, mentre gli studenti dotati di minori risorse vengono danneggiati da un insegnamento che non dovesse premia il merito, perché quelle lacune non le colmerà nessun altro", ha aggiunto.
"C'è un'altra istituzione formativa importante, forse la più importante. Ed è la famiglia. Intendiamo sostenerla e tutelarla; e con questa sostenere la natalità", ha continuato Meloni. Per far fronte all'inverno demografico, è necessario "un piano imponente, economico ma anche culturale, per riscoprire la bellezza della genitorialità e rimettere la famiglia al centro della società. Un nostro impegno" sarà quello "di aumentare gli importi dell'assegno unico e universale e di aiutare le giovani coppie ad ottenere un mutuo per la prima casa, lavorando progressivamente per l'introduzione del quoziente famigliare".
"Libertà e democrazia sono gli elementi distintivi della civiltà europea contemporanea nei quali da sempre mi riconosco. E dunque, a dispetto di quello che strumentalmente si è sostenuto, non ho mai provato simpatia o vicinanza nei confronti dei regimi antidemocratici. Per nessun regime, fascismo compreso", ha concluso Meloni.
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