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  • Roma - Mercoledì 3 Giugno 2026

Camera, mozione delle opposizioni: "Il governo riconsideri gli impegni con la Nato sulla difesa"

Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e Italia Viva propongono anche una revisione del patto di stabilità europeo e un'integrazione sovranazionale nella difesa, escludendo che eventuali risorse straordinarie siano destinate al settore militare.

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Il dibattito parlamentare sulle priorità finanziarie e sugli impegni geopolitici dell'Italia fa registrare un significativo compattamento sul fronte delle opposizioni, che scelgono l'Aula di Montecitorio per lanciare una sfida frontale alle strategie di bilancio e ai piani di riarmo.

I gruppi parlamentari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e Italia Viva hanno depositato una mozione unitaria finalizzata a vincolare l'azione del governo a una profonda revisione dei parametri di spesa legati ai comparti della sicurezza e degli armamenti, ponendo l'accento sulla necessità di tutelare il welfare nazionale e i servizi essenziali.

I firmatari del testo sollecitano un cambio di rotta drastico rispetto ai target stabiliti dai vertici internazionali, mettendo nero su bianco la richiesta di “riconsiderare urgentemente gli impegni assunti in sede Nato in materia di spese per la difesa, considerato l'impatto strutturale sulla finanza pubblica di fatto insostenibile alla luce dei dati Istat”.

Il documento programmatico elaborato dalle quattro forze politiche allarga il raggio d'azione alle regole della governance economica continentale, individuando nei vincoli di bilancio europei un ostacolo alla ripresa e alla protezione delle fasce sociali più vulnerabili.

Nel testo viene sollecitata l'apertura di un negoziato per “una revisione integrale del patto di stabilità”, ponendo al contempo un vincolo tassativo sull'utilizzo di eventuali risorse straordinarie o correttive.

Le opposizioni chiariscono che i margini di flessibilità sui conti non dovranno in alcun modo essere destinati al settore bellico: “Un eventuale scostamento di bilancio sia esclusivamente indirizzato al contrasto della povertà assoluta, al sostegno per la sanità pubblica e per famiglie e imprese colpite dalla crisi energetica, escludendo che le risorse disponibili siano assorbite da impegni di spesa militare”.

La proposta dell'asse progressista e moderato non si limita a una politica di tagli, ma delinea un modello alternativo per l'architettura della sicurezza continentale. Secondo i parlamentari, la strada per ottimizzare i costi e garantire l'efficienza non passa attraverso il potenziamento dei singoli eserciti nazionali, bensì attraverso un'effettiva integrazione sovranazionale.

I quattro gruppi chiedono infatti di attivarsi nei consessi europei per “promuovere una politica di difesa comune europea attraverso la pianificazione, l'acquisizione e la gestione di capacità condivise, al fine di efficientare le risorse già previste e sfruttando le economie di scala”, offrendo così una sponda comunitaria al contenimento dei deficit dei singoli Stati.

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