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  • Roma - Venerdì 31 Luglio 2026

Carburanti, continuano i rincari: svanito il taglio delle accise sul diesel, in autostrada fino a 2,175 euro/litro

Tensioni geopolitiche e rialzo del greggio erodono lo sconto di 17 centesimi deciso dal Governo. Il Codacons: "Lo sconto effettivo si riduce a 10,5 centesimi".

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Prosegue la corsa all'insù per i prezzi dei carburanti, neutralizzando parzialmente l'impatto del taglio delle accise introdotto dal Consiglio dei Ministri lunedì 27 luglio ed entrato in vigore il giorno successivo.

A spingere i listini verso l'alto è la recrudescenza del conflitto in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran, il cui scontro sta provocando fiammate sulle quotazioni di petrolio e raffinati che finiscono per prosciugare buona parte del beneficio garantito dal provvedimento esecutivo.

Sebbene la misura preveda un calo delle tasse sul gasolio pari a 17 centesimi al litro fino al 6 agosto, lungo la rete stradale ordinaria il diesel in modalità self-service è passato dai 2,066 euro al litro di giovedì 30 luglio ai 2,080 euro registrati stamani. 

La situazione si fa ancora più pesante sulla rete autostradale, dove il gasolio fai-da-te è salito a 2,175 euro al litro rispetto ai 2,165 euro rilevati ventiquattr'ore prima.

Allo scadere della misura il 6 agosto, tra le ipotesi al vaglio figura la proroga del taglio attraverso il sistema delle accise mobili, ovvero un'attenuazione dei prelievi fiscali coperta dalle maggiori entrate IVA generate dai rincari. 

Sulle arterie ordinarie si conferma maglia nera Bolzano, che secondo i dati dell'Unione nazionale consumatori vanta il gasolio più caro d'Italia a 2,124 euro al litro, seguita da Sicilia a 2,113 euro e Calabria a 2,108 euro.

In questo contesto, le valutazioni delle associazioni di tutela sono nette: il Codacons calcola infatti che "lo sconto sulle accise disposto dal governo si riduce a 10,5 centesimi di euro".

Aumenti analoghi si registrano anche per la benzina, esclusa dall'intervento fiscale: nella rete ordinaria il prezzo self è salito da 1,989 euro a 1,995 euro al litro nel giro di una giornata, mentre nelle tratte autostradali la quotazione è passata da 2,076 a 2,081 euro al litro.

La radice dei rialzi resta legata alle tensioni internazionali, che giovedì 30 avevano spinto la quotazione del petrolio texano Wti in rialzo del 6,56% e il Brent del Mare del Nord del 7,91%; nonostante un ridimensionamento del greggio nelle ultime ore, il quadro dei mercati permane estremamente incerto.

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