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  • Roma - Martedì 28 Luglio 2026

Carceri, Nordio accoglie le sollecitazioni di Alemanno. L'ex sindaco di Roma: "Dal ministro impegno concreto per ridurre il sovraffollamento"

Faccia a faccia in Via Arenula sulle criticità del Dap e sulle condizioni dei penitenziari. Il Guardasigilli dispone la revoca del ricorso sulla pena dell'ex sindaco di Roma.

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Carlo Nordio e Gianni Alemanno a confronto sul dramma delle carceri italiane. Il ministro della Giustizia ha ricevuto "in via informale" l'ex sindaco di Roma, accompagnato dal legale Edoardo Albertario, per fare il punto sulle criticità che affliggono gli istituti di pena.

Al centro del colloquio — svolto in un "clima di attenta condivisione dei temi e reciproca soddisfazione", precisa il Ministero — sono finiti il nodo del sovraffollamento, la promozione delle attività di riabilitazione e un'analisi sulle modalità di calcolo della capienza delle celle, sollecitata da Alemanno e ora all'esame dei tecnici del dicastero.

L'incontro è avvenuto dopo che il Guardasigilli ha disposto la "revoca immediata" del ricorso in Cassazione inoltrato dal Ministero contro la riduzione di pena di sei giorni concessa ad Alemanno dal Tribunale di sorveglianza, un provvedimento di cui il ministro ha dichiarato di non essere informato. L'ex primo cittadino capitolino, uscito dal carcere di Rebibbia lo scorso 24 giugno dopo un anno e mezzo di reclusione per violazione dei servizi sociali, aveva espresso più volte dure prese di posizione sulle condizioni "inumane e degradanti" vissute durante la detenzione, arrivando a inviare una lettera aperta allo stesso Nordio per sollecitare interventi indilazionabili.

Al termine del colloquio, Alemanno ha manifestato apprezzamento per le rassicurazioni ricevute: "Abbiamo rappresentato al ministro tutte le contraddizioni nell'azione di alcuni settori del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria che scoraggiano l'adozione di nuove misure per la riabilitazione dei detenuti nei diversi carceri italiani: il ministro ha preso atto dei nostri racconti e delle nostre argomentazioni, impegnandosi a intervenire su tutti i problemi che sono di sua diretta competenza, con l'intenzione di dare un contributo determinante per ridurre l'ormai insostenibile sovraffollamento delle carceri e combattere il disinteresse per l'effettiva riabilitazione dei detenuti".

Alemanno ha puntato il dito contro le lungaggini burocratiche del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, citando la realtà del penitenziario di Rebibbia, arrivato a toccare un tasso di presenze "prossimo al 160%": "Per ragioni incomprensibili, alcuni dirigenti del Dap preferiscono tenere tutte le carceri italiane in uno stato di paralisi per le iniziative di lavoro, formazione e cultura", ha attaccato l'ex sindaco.

L'attenzione si è infine concentrata sugli ostacoli procedurali che rallentano l'accesso ai benefici da parte dei carcerati: "Abbiamo evidenziato il problema della misurazione della dimensione delle celle di detenzione, necessaria a stabilire le condizioni inumane e degradanti della detenzione - ha concluso Alemanno -. Ancora oggi esiste un applicativo del Dap che sovrastima queste dimensioni, impedendo così alle persone detenute di ottenere i benefici previsti in caso di sovraffollamento. Infine, abbiamo evidenziato la carenza di personale dei tribunali di sorveglianza, in particolare quello di Roma, che impedisce di affrontare in tempi brevi le diverse istanze presentate dalle persone detenute".

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