
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 5 Agosto 2026
Caso Delmastro: la Camera nega l'acquisizione delle chat, bagarre e proteste in Aula
Avs si benda per protesta, M5s alza i telefoni. Critiche durissime dalle opposizioni con Schlein e Conte, il centrodestra difende le prerogative parlamentari.
L'Aula della Camera ha respinto la richiesta della Procura di Roma volta a ottenere l'acquisizione delle conversazioni dell'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Con 206 voti favorevoli e 133 contrari espressi a scrutinio segreto, Montecitorio ha accolto la relazione proposta dal parlamentare di maggioranza Pietro Pittalis, confermando il diniego all'autorizzazione.
La decisione ha scatenato un'immediata bagarre nell'emiciclo: subito dopo l'esito della votazione, i deputati del Movimento 5 Stelle hanno lasciato i propri banchi per posizionarsi sotto le sedute della maggioranza, mostrando gli schermi dei propri telefoni cellulari nell'ambito della campagna promozionale denominata #fuorilechat. Il conseguente esplodere di cori, grida e momenti di forte tensione ha costretto la presidenza a sospendere temporaneamente la seduta.
Il clima era apparso incandescente già durante le fasi di dibattito generali. Nel corso dell'intervento dell'esponente di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami, le proteste delle minoranze avevano costretto la vicepresidente di turno Anna Ascani a richiamare formalmente diversi deputati di centrosinistra nel tentativo di riportare l'ordine.
Ad aprire i lavori era stato lo stesso relatore Pietro Pittalis, argomentando la scelta della Giunta con la necessità di tutelare il dettato costituzionale: "Negare l'acquisizione delle chat di Delmastro non impedisce a magistrati di proseguire negli accertamenti. Difendere l'articolo 68 significa pretendere che la legge sia rispettata", ha dichiarato, definendo un "argomento inconsistente e pericoloso" l'accusa di voler erigere barriere difensive per ostacolare la magistratura e invitando le opposizioni ad "abbiamo la coerenza di proporre una legge di revisione costituzionale".
Pittalis ha inoltre citato le vicende Open e Scarpinato, ricordando come in quest'ultima fattispecie "il M5s sostenne la posizione della guarentigia prevista dall'articolo 68 della Costituzione".
Le spiegazioni non hanno placato la reazione delle forze di opposizione, che hanno risposto anche con gesti simbolici. I parlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra si sono bendati gli occhi mentre la collega Elisabetta Piccolotti pronunciava il suo intervento sottolineando che "non si possono bendare gli occhi agli italiani", prima che la presidenza facesse rimuovere le bende.
Tensione parallela si è avuta anche al Senato, dove le proteste dei parlamentari pentastellati al grido di "Fuori le chat", hanno provocato una breve interruzione dei lavori.
Nel suo passaggio in dichiarazione di voto, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha rivolto accuse severe alla maggioranza: "Qui oggi parliamo di uno scudo: contro il carovita, il calo degli stipendi, il crollo della produzione industriale? No, uno scudo per gli amici di partito, queste sono le priorità nei confronti dei cittadini, da cui siete distanti anni luce", ha proclamato, aggiungendo che "la maggioranza si appresta a scudare un amichetto di partito comprimendo il diritto di difesa di un cittadino, quindi vi infischiate anche dei diritti costituzionali" e accusando i banchi di governo di aver "macchiato con disonore le istituzioni". Al termine del suo intervento, i deputati pentastellati hanno sollevato i cellulari in aria, richiamando la loro campagna #fuorilechat.
Dura anche la posizione della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che ha denunciato un atteggiamento improntato a "due pesi e due misure" da parte della maggioranza. "E' stato gravissimo aver negato ai membri della giunta per le autorizzazioni di prendere visione dei documenti inviati dalla procura alla Camera", ha affermato Schlein, aggiungendo che "Nessuno sta chiedendo a quest'Aula di fare un processo, non è il nostro mestiere. Noi stiamo chiedendo solo di far fare ai magistrati il loro mestiere. La domanda dei pm è di acquisire le conversazione i tra soci di quella società", trattandosi di passaggi volti a "non fare saltare un processo per fatti connessi alla mafia".
La leader dem ha poi chiesto "Per quale ragione il Parlamento dovrebbe negare questa autorizzazione?", incalzando la premier: "se Delmastro ha detto che non ha nulla da nascondere perché nascondete voi? Meloni ha detto che non avrebbe più coperto nessuno, perchè sta facendo il contrario? La trasparenza chiude polemiche e restituisce fiducia ai cittadini. Il governo si occupi dei problemi degli italiani non dei propri. Invece, tutte le vostre energie sono per salvare voi stessi".
Distante dal resto dell'opposizione la linea espressa da Italia Viva per voce di Mauro Del Barba, il quale ha preannunciato il voto contrario alla relazione sottolineando che "La nostra valutazione e il nostro voto non rispondono a una logica politica precostituita". Del Barba ha evidenziato come "A differenza di casi passati, come Open, in cui non venne chiesta la necessaria autorizzazione preventiva alle Camere dalla Procura di Firenze, in questo caso la Procura di Roma ha seguito un percorso ineccepibile", concludendo che "negare l'autorizzazione significherebbe trasformare l'articolo 68 in un privilegio personale, creando un aurea di opacità".
Sul tema è intervenuto a margine anche il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, ribadendo la propria posizione: "Noi siamo contrari ai privilegi della Casta, ma questo é un'aspetto singolare, perché non c'é nessuno procedimento giudiziario in atto. Siamo per la tutela dell'ambito privato di un parlamentare, ma ci auguriamo che Delmastro renda pubbliche le sue conversazioni in modo volontario. Per questo voteremo contro l'autorizzazione all'accesso".
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