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  • Roma - Venerdì 24 Luglio 2026

Caso Delmastro: legale di Caroccia deposita chat in Procura, Camera al voto il 30 luglio

L'avvocato Gallo sollecita l'acquisizione dei messaggi. Opposizioni all'attacco dopo il no della Giunta, il centrodestra difende la decisione. I pm valutano il ricorso alla Consulta.

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Prosegue lo scontro politico e giudiziario attorno all'inchiesta romana sulla "Bisteccheria d'Italia". La difesa di Mauro Caroccia, condannato per intestazione fittizia con l'aggravante di aver favorito il clan Senese, passa all'attacco depositando gli scambi di messaggi tra il proprio assistito e l'ex sottosegretario Andrea Delmastro.

"Sto inviando in questi minuti alla Procura di Roma una memoria con tutte le chat tra l'ex sottosegretario Andrea Delmastro e il mio assistito con richiesta di acquisizione immediata ai fini delle indagini", ha annunciato l'avvocato Fabrizio Gallo. "Dalle chat si capisce chiaramente chi è il proprietario del locale e questo è fondamentale per chiarire la posizione del mio assistito. Il Parlamento, negando l'acquisizione, fa un grosso danno a un cittadino che non può difendersi visto che Delmastro non è indagato", ha aggiunto il legale.

La mossa arriva all'indomani del 'no' pronunciato dalla Giunta per le autorizzazioni della Camera all'acquisizione delle chat. Una decisione su cui l'Aula di Montecitorio sarà chiamata a esprimersi il prossimo 30 luglio. In caso di conferma del diniego, la Procura di Roma valuterà di sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale.

Il presidente della Giunta, Devis Dori, ha intanto confermato che in Aula "ci sarà anche un relatore di minoranza".

Durissima la reazione del presidente del M5S, Giuseppe Conte: "L'intera maggioranza di destra vota in Giunta per scudare Delmastro impedendo alla procura di acquisire le sue chat con un prestanome del clan Senese, ritenute essenziali ai fini dell'indagine. Come si può essere così spudorati nell'intestarsi battaglie per la legalità e la lotta alla mafia quando poi si ostacolano le indagini su un clan mafioso?".

Gli fa eco il capogruppo PD al Senato, Francesco Boccia: "Non vogliamo processi sommari, ma diciamo no a immunità politiche".

Di segno opposto la replica del sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni: "Delmastro non è assolutamente indagato ed è estraneo all'indagine, per cui qualsiasi acquisizione sarebbe comunque inutilizzabile. Nessuno vuole proteggerlo". Balboni ha inoltre ricordato che "nel 2024 il Pd votò per l'inutilizzabilità e negò l'autorizzazione per chat ed email relative a indagini su esponenti del proprio partito".

La vicenda rischia di riaprire le frizioni tra i magistrati di Piazzale Clodio e l'esecutivo. Un clima già appesantito dal precedente caso Almasri — dove la Consulta ha di recente dichiarato ammissibile il conflitto tra poteri sollevato dalla Camera sull'omessa richiesta di autorizzazione per l'ex capo di gabinetto Giusi Bartolozzi — e dalle recenti notizie sull'apertura di un fascicolo d'indagine relativo al progetto del Ponte sullo Stretto.

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