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  • Roma - Giovedì 2 Luglio 2026

Caso Ma.De., Bastoni indagato per prostituzione minorile: la 17enne agli inquirenti, "Non sono una prostituta e non ho preso soldi"

Il difensore dell'Inter dovrà essere interrogato dalla Procura di Milano. Al centro dell'inchiesta un presunto incontro con una minorenne nel 2020. La giovane respinge ogni accusa di essersi prostituita.

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Si allarga l'inchiesta della Procura di Milano sul presunto giro di prostituzione legato all'agenzia di eventi Ma.De. di Cinisello Balsamo. Tra gli indagati figura anche il difensore dell'Inter e della Nazionale Alessandro Bastoni, raggiunto da un avviso di garanzia con l'ipotesi di reato di prostituzione minorile. Secondo gli inquirenti, il calciatore avrebbe organizzato nel luglio 2020 un incontro con una ragazza che all'epoca aveva 17 anni. L'episodio sarebbe avvenuto dopo una serata organizzata dall'agenzia, i cui titolari, Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, sono agli arresti domiciliari dallo scorso aprile con l'accusa di sfruttamento della prostituzione. Bastoni dovrà comparire davanti ai magistrati nei prossimi giorni per essere interrogato.

La giovane: "Non mi sono prostituita e non ho ricevuto denaro"

Nel corso dell'inchiesta la ragazza ha fornito la propria versione dei fatti agli investigatori, prendendo nettamente le distanze dall'ipotesi di una prestazione sessuale a pagamento. "Non sono una prostituta, non mi sono prostituita con Bastoni e non ho preso soldi", ha dichiarato nel verbale reso davanti alla Procura. Le sue parole rappresentano uno degli elementi al centro delle indagini, che puntano a chiarire le modalità con cui venivano organizzati gli incontri dopo le serate promosse dall'agenzia.

Le accuse contestate dalla Procura

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Bastoni si sarebbe rivolto ad Alessio Salamone per organizzare l'appuntamento con la minorenne. Nell'invito a comparire notificato al calciatore, la Procura sostiene che il difensore avrebbe "indotto la minore a prostituirsi in cambio di un corrispettivo in denaro o di altra utilità". Gli inquirenti contestano inoltre che Salamone avrebbe reclutato la ragazza su richiesta del calciatore, favorendo e organizzando l'incontro insieme ai titolari dell'agenzia. Secondo l'ipotesi accusatoria, il presunto incontro si sarebbe svolto nell'abitazione di Deborah Ronchi, a Cinisello Balsamo, dove il rapporto sessuale sarebbe avvenuto dietro pagamento. Si tratta, al momento, di contestazioni formulate dalla Procura e ancora da verificare nel corso del procedimento.

La difesa del calciatore

L'avvocato Salvatore Scuto, che assiste Bastoni, ha spiegato che il proprio assistito nega di aver saputo che la ragazza fosse minorenne. "Il mio assistito esclude di avere avuto un rapporto con una ragazza che sapeva essere minorenne. L'invito a comparire è arrivato al buio, senza che conosciamo gli atti dell'indagine. Valuteremo se rispondere o meno ai pubblici ministeri", ha dichiarato il legale.

Le chat finite agli atti

Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori figurano anche alcune conversazioni tra Bastoni e Alessio Salamone. In uno degli scambi, Salamone scrive al calciatore: "La minorenne credo che ti vuole. Mi chiede cosa pensa di me, Alessandro". Bastoni risponde: "Oggi era carica?". Il pr replica: "Secondo me si vuole divertire, però oggi era soft". Le conversazioni proseguono con l'organizzazione della serata, che avrebbe previsto una cena a base di sushi insieme ad alcuni amici del giocatore e ad altre ragazze. Successivamente i messaggi riguardano anche il rientro della giovane. Alle 3.47 Salamone scrive a Bastoni: "Mi raccomando, amico. Mi raccomando", citando il nome della ragazza. Poco dopo contatta direttamente la diciassettenne chiedendole se fosse tutto a posto. Lei risponde: "Sì, sì tutto okay. Dormo qui". Secondo l'accusa, il riferimento sarebbe all'abitazione in cui si trovava con il calciatore.

L'inchiesta coinvolge anche altri calciatori

L'indagine ha già portato al sequestro di circa 1,2 milioni di euro, somma che gli investigatori ritengono provento dell'attività illecita contestata ai gestori dell'agenzia. Sempre secondo gli atti della Procura, i clienti avrebbero versato complessivamente circa 450 mila euro, mentre alle ragazze sarebbero stati riconosciuti compensi notevolmente inferiori rispetto agli importi incassati dall'organizzazione. Nei prossimi giorni saranno ascoltati come persone informate sui fatti, e non come indagati, anche i calciatori Daniel Maldini, Riccardo Calafiori e Kevin Bonifazi, nell'ambito degli approfondimenti investigativi ancora in corso.

 

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