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  • Roma - Venerdì 17 Luglio 2026

Santa Palomba, il ritrovamento della strada romana rilancia il valore archeologico del territorio

Un tratto di strada romana scoperto a Santa Palomba evidenzia l'importanza storica dell'area, legata alle origini di Roma e a un ricco patrimonio archeologico.

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di Sabrina Consolini

Il rinvenimento di un tratto di circa duecento metri di strada romana basolata riporta l'attenzione sull'importanza storica e archeologica di Santa Palomba, nel quadrante meridionale della Capitale. La scoperta rappresenta un nuovo tassello per ricostruire l'antico sistema delle comunicazioni del Latium Vetus, confermando il ruolo strategico dell'area già in epoca romana.

Secondo gli studiosi, il ritrovamento non costituisce un episodio isolato, ma si inserisce in un contesto di straordinaria ricchezza storica, dove testimonianze archeologiche, tradizioni mitologiche e peculiarità ambientali convivono in un unico paesaggio culturale. Proprio queste terre, infatti, sono tradizionalmente legate ai racconti delle origini di Roma: la tradizione vuole che Enea, dopo la fuga da Troia, approdasse sulle coste laziali fondando Lavinium, da cui avrebbe avuto origine la stirpe destinata a dare vita alla città eterna.

L'area di Santa Palomba conserva numerose testimonianze della frequentazione umana fin dall'età arcaica. Tra queste spicca il santuario noto come IBM-Semea, luogo di culto rimasto attivo per diversi secoli e caratterizzato da vasche monumentali, pozzi, canalizzazioni e numerosi reperti votivi che testimoniano il forte legame tra la spiritualità antica e la presenza delle acque.

L'intero comprensorio restituisce l'immagine di un territorio nel quale elementi naturali, sorgenti, corsi d'acqua ed emissioni sulfuree hanno contribuito a determinare la nascita di luoghi di culto e percorsi religiosi, collegati da una rete viaria costruita per raggiungerli. In questo contesto si inseriscono anche la Solforata di Pomezia, fenomeno geologico che nell'antichità poteva essere interpretato come manifestazione del divino, oltre ai richiami all'Antro del Fauno e al santuario delle Tria Fata, documentati dalle fonti storiche e dai ritrovamenti archeologici.

Per gli esperti, il valore dell'area non risiede esclusivamente nei singoli reperti riportati alla luce, ma soprattutto nella continuità storica del paesaggio e nella fitta rete di relazioni tra i diversi siti archeologici disseminati sul territorio. La strada appena emersa potrebbe rappresentare soltanto una piccola parte di un patrimonio ancora sepolto, destinato a fornire nuove informazioni sulle origini e sull'evoluzione dell'antico Lazio.

Il ritrovamento rafforza così l'esigenza di approfondire le indagini archeologiche prima di qualsiasi ulteriore trasformazione dell'area, nella consapevolezza che Santa Palomba custodisce un patrimonio storico e paesaggistico di eccezionale interesse, strettamente collegato alla memoria delle origini di Roma.

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