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  • Roma - Martedì 21 Luglio 2026

Caso Roggero, FdI rilancia la pdl: "Mai più delinquenti risarciti dalle vittime". In arrivo emendamento al dl Giustizia

Nordio: "Dialogo sereno con il Quirinale, sulla grazia decide il Colle".

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Fratelli d'Italia torna a spingere sulla proposta di legge intitolata "Mai più delinquenti risarciti dalle vittime", presentata a prima firma Speranzon al Senato nel giugno 2025 all'indomani del caso del gioielliere Mario Roggero.

L'obiettivo dell'iniziativa parlamentare è intervenire sull'articolo 2044 del codice civile e sull'articolo 185 del codice penale per azzerare la responsabilità civile nei casi di eccesso di legittima difesa.

La misura punta a introdurre un automatismo normativo preciso: il risarcimento dei danni non sarà più dovuto se chi lo richiede ha tenuto una condotta consapevole e volontaria caratterizzata da violenza non lieve a persone o cose, oppure da minacce con armi o altri mezzi di coazione, estendendo il divieto di indennizzo anche ai familiari o a terzi.

Sulla bontà del provvedimento si sono espressi i principali esponenti del partito a margine di una conferenza stampa organizzata a Montecitorio. Il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami ha ricordato come il principio sia stato "recepito la scorsa settimana dall’ultimo ddl Sicurezza varato dal governo", ribadendo che "lo Stato deve stare dalla parte delle persone perbene e non dei criminali".

Sulla stessa linea il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, che ha rimarcato come con il nuovo testo "questa proposta sia diventata una battaglia di governo", mentre il capogruppo al Senato Lucio Malan l'ha definita una norma di "buonsenso", affinché chi subisce un'aggressione con armi "non sia vittima ulteriore anche da parte di una richiesta di risarcimento".

Sul piano dell'iter legislativo, la maggioranza tenterà una strada d'attacco rapida. Malan e il relatore Marco Lisei hanno spiegato che il primo tentativo sarà quello di inserire la norma tramite emendamento all'interno del decreto legge su Giustizia e immigrazione, attualmente all'esame della commissione Affari Costituzionali del Senato, così da renderla efficace in poche settimane. Qualora la strada del decreto non dovesse andare a buon fine per ragioni procedurali o di voto di fiducia, il testo seguirà la via ordinaria venendo accorpato al ddl Sicurezza dell'esecutivo.

Sul parallelo fronte giudiziario e politico legato alla vicenda del gioielliere piemontese è intervenuto anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che in un'intervista al Corriere della Sera ha chiarito i contatti con la Presidenza della Repubblica. "Con il presidente, le cui osservazioni vengono sempre accolte con deferente attenzione, il dialogo è stato sereno e squisitamente tecnico. È ovvio che la prerogativa della grazia è esclusivamente sua. Qui si trattava del potere di impulso", ha dichiarato il Guardasigilli, aggiungendo che "il diritto è sempre materia opinabile, tanto che le supreme magistrature cambiano spesso orientamento" e che l'interlocuzione non rappresenta "alcun reato di lesa maestà".

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