Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Il Ministro Matteo Piantedosi commenta gli sviluppi del caso: "La Polizia di Stato sa fare chiarezza al proprio interno senza fare sconti a nessuno".
Il Ministro Matteo Piantedosi commenta gli sviluppi del caso: "La Polizia di Stato sa fare chiarezza al proprio interno senza fare sconti a nessuno".
L'inchiesta sull'omicidio di Abderrahim Mansouri, il 28enne ucciso nel boschetto di Rogoredo, si arricchisce di dettagli inquietanti che aggravano la posizione dell'assistente capo Carmelo Cinturrino.
Secondo le testimonianze degli altri quattro agenti indagati, il 42enne avrebbe gestito in modo "opaco" le fasi successive allo sparo, mentendo sul fatto di aver già chiamato i soccorsi (arrivati con 23 minuti di ritardo) e, presumibilmente, facendo posizionare una pistola a salve accanto al corpo per simulare la legittima difesa.
I colleghi hanno descritto Cinturrino come un "fanatico" dai metodi "borderline", solito alzare le mani contro tossicodipendenti e spacciatori della zona.
Gli inquirenti, guidati dal pm Giovanni Tarzia, stanno ora vagliando il contenuto di una borsa portata sulla scena del crimine prima dell'arrivo del 118, elemento che confermerebbe la tesi dell'inquinamento probatorio sostenuta anche dai legali della famiglia Mansouri.
Sulla vicenda è intervenuto il Ministro dell’Interno, a margine dell’inaugurazione del Nucleo Polmetro a Roma Termini: "Sono compiaciuto che la polizia di Stato sia in grado di fare chiarezza e di non fare sconti a nessuno, di saper dare la migliore risposta a chiunque metta in dubbio la capacità di poter fare chiarezza anche al proprio interno. Poi noi accetteremo con assoluta serenità quello che emergerà".
APPUNTAMENTI IN AGENDA