
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 31 Luglio 2026
Ceuta: in poche ore arrivati 60 mila migranti, 37 mila rimpatriati, 57 i morti. Washington contro Madrid, Mosca attacca: "I barbari alle porte"
Marea umana nell'enclave spagnola in Marocco: il 75% degli arrivati è stato rispedito indietro. La Commissione Ue: "Immagini inaccettabili".
Sono arrivati in circa 60mila nelle ultime ore a Ceuta, sfondando le barriere via terra e via mare fino a rappresentare il 70% della popolazione dell'enclave spagnola in Marocco. Un'ondata senza precedenti nella quale sono già oltre 37.500 i migranti rimpatriati — circa il 75% del totale, con ritmi di espulsione che hanno toccato le 150 persone al minuto —, mentre le forze dell'ordine continuano i recuperi in mare di chi ha tentato la traversata a nuoto: i morti accertati sono saliti ad almeno 57, portando il totale da inizio anno a 73 vittime.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez, giunto sul posto insieme al ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska per incontrare il presidente della città autonoma Juan Jesus Vivas, ha pronunciato parole durissime: "Quanto accaduto è un attacco e una violazione della sovranità territoriale della Spagna", ha dichiarato chiedendo di "recuperare al più presto la normalità a Ceuta".
Il capo del governo di Madrid ha attribuito la responsabilità della morsa migratoria alle organizzazioni criminali: "I responsabili sono le mafie", che hanno fatto una "lettura interessata" di una recente sentenza della Corte Suprema sui respingimenti a nuoto, diffondendola "come polvere da sparo attraverso le reti".
Per arginare gli ingressi, Madrid ha annunciato la collocazione di boe al frangiflutti per creare una barriera fisica e l'applicazione rigida degli accordi di riammissione con Rabat.
L'emergenza ha scatenato una durissima reazione a livello internazionale. Gli Stati Uniti hanno accusato apertamente l'esecutivo ibero di "sforzi deliberati volti a consentire e facilitare l'immigrazione illegale di massa in Europa", definendo l'accaduto una "violazione della sovranità e dei diritti umani".
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente americano Donald Trump, che a Fox ha parlato di un'immagine "terribile" da monito per Washington: "Tra tre anni saremo noi così, se dovesse andare al potere la parte sbagliata". Gli hanno fatto eco gli esponenti della Casa Bianca Stephen Miller e Steven Cheung.
Attacchi frontali sono giunti anche da Mosca. Kirill Dmitriev, rappresentante speciale di Vladimir Putin per gli Investimenti e Ad del fondo russo per gli investimenti diretti, ha accostato la crisi all'invasione barbarica del 410 d.C. scrivendo su X: "Barbari alle porte: 410 d.C. versus oggi", corredando il post con l'opera "Distruzione" di Thomas Cole e le foto dei migranti a Ceuta.
Dall'Unione Europea, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha rimarcato che "le immagini provenienti da Ceuta sono inaccettabili", auspicando che "i rimpatri siano rapidi".
Il commissario agli Affari Interni Magnus Brunner ha escluso che vi siano flussi diretti verso il resto del continente, confermando che "i controlli sulle persone che partono da Ceuta e Melilla restano operativi". Sollecitazioni sono arrivate anche dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha chiesto al Marocco di "riaccogliere immediatamente i migranti irregolari".
Per contro, fonti Ue hanno invitato a non speculare sull'ipotesi di una "guerra ibrida", sottolineando che le autorità di Rabat si sono mobilitate.
La crisi ha provocato forti ripercussioni anche sul fronte diplomatico interno europeo. Il governo italiano, con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi in costante contatto con la premier Giorgia Meloni, ha aperto alla possibilità di sospendere il trattato di Schengen con la Spagna — ipotesi appoggiata dalla Finlandia, mentre la Francia ha già disposto il rafforzamento dei controlli al confine e l'attivazione della Forza di intervento rapido, e il Regno Unito ha offerto supporto a Madrid.
Da parte sua, l'ex alto rappresentante Ue Josep Borrell ha precisato che "nessuno Stato membro può sospendere unilateralmente la partecipazione di un altro a Schengen", mentre Madrid ha ribadito che l'ondata non dipende dalla regolarizzazione di 500mila persone ma dalle interpretazioni della sentenza giudiziaria.
Sul campo la tensione resta altissima. Oltre alle festività patronali annullate a Ceuta e agli aiuti mobilitati dalla diocesi di Cadice e Ceuta per tendere la mano ai profughi, si registrano disordini anche nella vicina Melilla, dove la frontiera di Beni-Enzar è stata temporaneamente chiusa a causa dell'ingresso di circa 400 persone per "effetto emulazione". Negli scontri di confine a Fnideq e Nador, segnati da lanci di pietre contro le forze di sicurezza, la polizia marocchina ha arrestato circa 30 persone.
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