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  • Roma - Sabato 3 Ottobre 2026

Comites 2026, l’appello degli italiani all’estero: «La distanza non ostacoli la partecipazione»

Dagli Stati Uniti parte un confronto sulle difficoltà nella raccolta delle firme per le liste. Ornella Fado e Sara Bianchi Chamberlin raccolgono testimonianze e proposte: allo studio una petizione da presentare alla Farnesina, al CGIE e alle sedi consolari.

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di Redazione

La rappresentanza degli italiani all’estero comincia prima del voto: passa anche dalla possibilità di sottoscrivere una lista, raggiungere un ufficio consolare e ricevere in tempo le informazioni necessarie. È su questi passaggi che si concentra l’appello promosso da Ornella Fado, vicepresidente del Comites di New York e presidente della Commissione Comunicazione ed Eventi, al quale si è unita Sara Bianchi Chamberlin, direttore operativo del Comites di San Francisco.

In vista del rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero, le promotrici segnalano le difficoltà incontrate da cittadini e candidati nella raccolta delle sottoscrizioni. Secondo il comunicato diffuso il 3 ottobre, a conclusione di questa fase, distanze dalle sedi consolari, orari difficilmente conciliabili con il lavoro e informazioni poco diffuse avrebbero ostacolato la partecipazione in diverse realtà.

Le elezioni sono fissate al 4 dicembre 2026 e riguardano gli organismi che rappresentano le comunità italiane nei rapporti con le autorità diplomatiche e consolari. Il voto si svolge per corrispondenza. 

Il confronto avviato dalle promotrici mette a fuoco soprattutto la condizione di chi vive lontano dai consolati. Per questi connazionali, una firma può comportare un lungo viaggio, costi di trasporto e la necessità di assentarsi dal lavoro. Nel documento vengono richiamate, tra gli esempi, le comunità di Rochester e delle Bermuda.

Le difficoltà, precisano le promotrici, non hanno riguardato tutte le liste allo stesso modo: alcune sono riuscite a raccogliere le sottoscrizioni necessarie. Le testimonianze provenienti da Stati Uniti, Europa, America Latina e altre aree del mondo alimentano però una richiesta comune: rendere le procedure più accessibili e aderenti alle caratteristiche dei territori.

«Non chiediamo privilegi, ma che nessun cittadino venga escluso semplicemente per la distanza o per mancanza di informazioni», afferma Ornella Fado. «Le elezioni COM.IT.ES. devono essere un’opportunità di partecipazione reale per tutti gli italiani nel mondo».

Tra le proposte figurano comunicazioni più tempestive agli iscritti AIRE, missioni consolari in località e fasce orarie facilmente raggiungibili e tempi più adeguati per raccogliere le firme. A New York, il Consolato ha previsto missioni del funzionario itinerante proprio per facilitare le autentiche: un servizio che interviene sul problema della distanza richiamato nell’appello. 

Un altro punto riguarda le modalità di autenticazione. I partecipanti al confronto chiedono chiarimenti sulla possibilità di ricorrere a notai o pubblici funzionari locali, con le formalità eventualmente necessarie, richiamando anche le misure eccezionali adottate durante la pandemia. La richiesta è di valutare quali strumenti possano agevolare la partecipazione nel rispetto delle regole.

È allo studio una petizione, accompagnata da un documento condiviso, da sottoporre al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, al Consiglio generale degli italiani all’estero e alle sedi consolari. L’obiettivo è aprire un confronto sulle soluzioni praticabili, anche in vista delle future tornate elettorali.

Per i cittadini resta intanto una scadenza da ricordare: la richiesta di iscrizione nell’elenco elettorale deve essere presentata entro il 4 novembre 2026. Il plico per votare ai Comites viene inviato soltanto a chi ne fa espressa richiesta, secondo le modalità indicate dal proprio consolato. 

 
 

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