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  • NEW YORK - Martedì 27 Ottobre 2026, 11:35

L’anima italiana di New York tra le pagine di una graphic novel e la magia di un film

Alla Rizzoli Bookstore, Ornella Fado racconta le radici italiane della Grande Mela attraverso la graphic novel «Butterflies in the Brownstone» e il trailer del documentario che ne svela la nascita. Un progetto del COMITES di New York che intreccia memoria, arte e nuove generazioni.

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di Redazione

C’è un filo invisibile ma indissolubile che lega i mattoni rossi delle brownstone di Manhattan e Brooklyn al cuore pulsante della cultura italiana. Quel filo, fatto di memoria, sogni, sofferenze e grande bellezza, ha preso forma e colore tra gli scaffali eleganti della Rizzoli Bookstore, storico tempio della lettura nel cuore di New York. Qualche sera fa, l'atmosfera nella libreria di Manhattan era di quelle delle grandi occasioni: calorosa, viva, impregnata di quell'orgoglio e di quella creatività che da sempre caratterizzano la comunità italiana e italoamericana della Grande Mela.

Il COMITES di New York ha chiamato a raccolta artisti, docenti e appassionati per presentare la graphic novel Butterflies in the Brownstone: The Italian Souls of New York e per mostrare in anteprima assoluta il trailer di un documentario speciale, nato per raccontarne il "dietro le quinte". Nato nel 2022 grazie al fondamentale contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), il progetto Butterflies in the Brownstone dimostra come le radici non siano un reperto da museo, ma un organismo vivo che continua a nutrirsi di storie e nuovi linguaggi.

A dare vita e voce alle storie della graphic novel è stata Anna Teresa Cascio, autrice e sceneggiatrice italoamericana già premiata con un Emmy Award, affiancata dal coautore Riccardo Costa, che ha guidato il progetto nella sua genesi. L'universo visivo e cromatico del libro deve invece la sua forza all'estro di due artisti d'eccezione: Giulia Grincia e Marco Gallotta, capaci di tradurre in immagini la complessità dell'esperienza migratoria e contemporanea degli italiani a New York. Madrina e anima dell'incontro è stata Ornella Fado, Vice Presidente del COMITES di New York e nota al grande pubblico come volto e produttrice dello storico programma televisivo Brindiamo!. Fado ha moderato il dibattito d'eccezione con la Cascio, Gallotta e la professoressa Elisabetta Sanino D’Amanda (docente al Rochester Institute of Technology).

«Quando ho ripreso in mano questo progetto, ho pensato che fosse importante offrirgli una nuova opportunità di essere raccontato e condiviso», ha spiegato Ornella Fado con visibile emozione. «Un libro è il risultato di un percorso complesso. Con il documentario ho voluto portare il pubblico dietro quelle pagine, per conoscere le persone e il lavoro che spesso rimangono invisibili. Quando vengono investite risorse pubbliche, abbiamo il dovere di valorizzare i risultati e renderli accessibili a tutti».

 Particolarmente toccante è stata la testimonianza della professoressa Sanino D’Amanda. Non solo ha curato la traduzione dell'opera, ma ha scelto di portarla direttamente tra i banchi di scuola, trasformando le vignette in sceneggiature teatrali interpretate dai suoi studenti del RIT. È la prova tangibile di come una graphic novel possa diventare un ponte intergenerazionale, un saggio didattico che parla ai ragazzi di oggi usando il loro stesso linguaggio visivo.

Ed è proprio da questo caleidoscopio di emozioni e lavoro di squadra che nasce l'annuncio della serata: la nascita del documentario Behind the Scenes: Butterflies in the Brownstone. Ideato, narrato e curato nella direzione creativa dalla stessa Ornella Fado, il film offre uno sguardo intimo sull'opera.

A firmare regia e montaggio è un nome d'eccellenza del cinema italiano: Claudio Napoli, già vincitore del David di Donatello per i migliori effetti speciali visivi. La fotografia è stata affidata a Edoardo Fermin, mentre le riprese newyorchesi portano la firma di Marta Corradi.

La serata alla Rizzoli non è stata semplicemente la presentazione di un libro o di un film, ma un inno alla resilienza e al talento italiano all'estero.

In una New York in continua trasformazione, custodire la memoria non significa guardare indietro con nostalgia, ma trovare formule fresche e contemporanee per raccontare chi eravamo, chi siamo e chi stiamo diventando.

 Tra l'odore della carta stampata, i flash delle macchine fotografiche e il brusio entusiasta del pubblico, una cosa è apparsa chiara a tutti i presenti: le "farfalle" italiane a New York hanno ancora moltissime storie da spiegare al vento.

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