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  • Treviso - Martedì 28 Luglio 2026

Conegliano (Tv), denuncia shock: "Gemelli seviziati per ore da un branco"

I due 14enni attirati in trappola, rapinati e picchiati per una presunta spia. La madre: "Soli davanti a tanta crudeltà". L'incubo ripreso nei video e consegnato ai carabinieri.  

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Una violenta aggressione e ore di incubo nel Trevigiano, dove due gemelli di 14 anni sono stati attirati in trappola, sequestrati e picchiati da un gruppo composto da una decina di adolescenti, gran parte dei quali minorenni.

L'episodio, avvenuto in un campo isolato a Conegliano e riportato dal Gazzettino, si è trasformato in una denuncia formale presentata dai genitori ai carabinieri.

Secondo quanto ricostruito, i due ragazzini sarebbero stati condotti con l'inganno in una proprietà appartata dopo essere stati minacciati via chat. Lì il branco li avrebbe rapinati dei cellulari e del denaro in contanti, costringendoli a spogliarsi e sottoponendoli a ripetuti pestaggi.

Alla base dell'aggressione vi sarebbe l'ipotesi che i gemelli avessero fatto la "spia" in merito all'imbrattamento di una struttura.

Le sevizie, andate avanti per circa quattro ore, sono state interamente riprese dagli aggressori con uno smartphone. Nei filmati si vedono i quattordicenni seminudi e in lacrime spintonati sotto il getto di un impianto di irrigazione, accompagnati dalle urla del gruppo: "Deve pagare per aver fatto la spia".

Uno dei video sarebbe giunto alla madre delle vittime per mano di un undicenne che lo avrebbe inoltrato non per segnalare il fatto, ma per divertimento.

Particolarmente duro lo sfogo della madre alla visione delle immagini: "I miei figli in lacrime e loro a seviziarli. Non capisco come possano esserci ragazzi così giovani con questa crudeltà nell'animo, con il cuore così vuoto". E ha aggiunto: "Quando abbiamo visto il video ci siamo resi conto della gravità della situazione. Non era solo una bravata, c'era una crudeltà nel continuare anche davanti alla loro sofferenza".

I genitori hanno depositato la denuncia presso l'Arma dei Carabinieri, consegnando agli investigatori i filmati delle violenze e le conversazioni di messaggistica contenenti le minacce di ritorsione.

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