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  • Roma - Lunedì 10 Agosto 2026

Consumi in Italia, Confcommercio: superato il record del 2007, balzo per tecnologia e tempo libero

La spesa pro-capite raggiunge i 23.261 euro sostenuta dalla disoccupazione ai minimi. L'associazione stima una crescita del Pil dello 0,9% nel 2026.

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La spesa delle famiglie italiane registra un incremento di 314 euro pro-capite rispetto al 2025, superando il picco storico registrato nel 2007 e attestandosi a quota 23.261 euro contro i 22.975 euro del precedente primato.

Secondo le rilevazioni effettuate dall'Ufficio Studi di Confcommercio all'interno di un'analisi trentennale sulle abitudini d'acquisto, la composizione del paniere domestico ha subito una trasformazione profonda, evidenziando un vero e proprio boom nel settore tecnologico, dove telefonia e informatica hanno segnato un incremento del 3.200% negli ultimi tre decenni. In forte crescita appaiono anche i consumi legati alle attività culturali e ricreative per il tempo libero, aumentati del 137%, insieme alle spese per la ristorazione e i viaggi di vacanza. Al contrario, si osserva una contrazione nell'acquisto dei beni fisici tradizionali, ambito nel quale riescono comunque a tenere l'abbigliamento e le calzature, spinti dalla diffusione del fast fashion, e gli articoli destinati alla casa.

Per l'intero 2026 le proiezioni dell'associazione indicano una progressione del Pil dello 0,9%, un rialzo dei consumi dell'1,2% e un'inflazione media attestata al 2,7%, ipotizzando una seconda metà dell'anno meno dinamica rispetto alla prima ma inserita in un percorso di recupero graduale.

L'analisi descrive uno scenario "sostanzialmente positivo anche se permangono elementi di incertezza legati all'evoluzione del quadro geopolitico e ai possibili riflessi sui prezzi dell'energia e sull'inflazione nella parte finale dell'anno". Dalle stime emerse dall'Ufficio Studi di Confcommercio si evidenzia infatti che "nonostante le forti incertezze generate dal conflitto in Medio Oriente e il timore di un marcato rallentamento dell'economia, il quadro congiunturale italiano si è dimostrato più favorevole delle attese".

Una tenuta resa possibile da un contesto produttivo in miglioramento che "ha favorito il permanere di dinamiche positive del mercato del lavoro con gli occupati che hanno raggiunto il massimo storico (24,3 milioni), mentre la disoccupazione è scesa ai minimi, favorendo la crescita del reddito disponibile delle famiglie".

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