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- Potenza - Giovedì 13 Agosto 2026
Cpr di Palazzo San Gervasio: rivolta dopo il suicidio di un trattenuto, convalidati tre arresti
Applicata la misura del divieto di dimora in Basilicata per tre migranti. Nel corso dei disordini sono rimasti feriti tre agenti di Polizia.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza ha convalidato tre arresti effettuati dalle forze dell'ordine a seguito dei disordini divampati il 10 agosto nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Palazzo San Gervasio.
Le tensioni sono esplose a margine del suicidio di un trentenne di nazionalità tunisina, arrivato nella struttura il 6 agosto. Come reso noto dalla Procura della Repubblica di Potenza, nei confronti dei tre indagati è stata disposta la misura cautelare del divieto di dimora nell'intera regione Basilicata.
Attraverso una nota ufficiale firmata dal procuratore Camillo Falvo, gli inquirenti hanno delineato gli ultimi momenti di vita del giovane, confermando che dai primi riscontri la morte appare riconducibile a un gesto volontario, per il quale è stata comunque ordinata l'esecuzione dell'esame autoptico.
I tre uomini colpiti dal provvedimento – di età compresa tra i 25 e i 34 anni – devono rispondere anche per "la fattispecie di reato prevista - è spiegato nella nota - dall'articolo 14, comma 7.1, del Testo Unico sull'Immigrazione, introdotta nell'ordinamento dal decreto-legge 28 marzo 2025, numero 37, che punisce la promozione e partecipazione a rivolte all'interno dei Centri per il rimpatrio mediante atti di violenza, minaccia o resistenza".
Nel corso della protesta si sono registrati momenti di scontro nei quali tre operatori del Reparto Mobile della Polizia di Stato hanno riportato lesioni, giudicate guaribili con prognosi tra i sei e i dieci giorni.
La Procura di Potenza "sta svolgendo - è scritto nella parte finale del comunicato - ogni utile accertamento al fine di ricostruire compiutamente la dinamica di quanto accaduto".
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