
- Prima Notizia 24
- Giovedì 23 Aprile 2026
Criminalità, ricerca: la violenza mafiosa diventa "selettiva e chirurgica"
Studio Bicocca-Cattolica su 10 anni di omicidi: "Narcos uccidono per controllo interno". Oltre il 96% dei casi al Sud.
La violenza delle organizzazioni criminali italiane cambia volto: non più attacchi indiscriminati, ma una violenza “selettiva” e “chirurgica”, rivolta principalmente all’interno dello stesso mondo criminale.
È quanto emerge dalla ricerca “Governance and trade: Mafias’ multifunctional violence in Italian drug markets”, pubblicata sull’International Journal of Drug Policy, che analizza l'evoluzione del fenomeno tra il 2014 e il 2024.
Lo studio, condotto dai docenti di Criminologia Alberto Aziani (Milano-Bicocca) e Francesco Calderoni (Cattolica), ha esaminato 343 omicidi di matrice mafiosa, rilevando che il 51% degli episodi è direttamente collegato al narcotraffico.
La violenza è finalizzata a mantenere il controllo del mercato e a disciplinare gli equilibri interni ai clan: nel 95% dei casi, gli omicidi non riguardano singole transazioni, ma sono strumenti di potere per garantire la stabilità del sistema.
Sotto il profilo territoriale, oltre il 96% degli omicidi legati alla droga si concentra al Sud: Campania (102 casi), Puglia (50), Calabria (10) e Sicilia (6). Il 58% delle vittime appartiene alle stesse mafie, mentre l'83% dei soggetti uccisi e il 90% degli autori identificati hanno precedenti penali. Un fenomeno definito "invisibile", poiché focalizzato su dinamiche interne senza episodi di natura politica o istituzionale.
“Lo studio conferma la natura multifunzionale delle mafie italiane che non sono soltanto attori economici, – sottolinea Francesco Calderoni – ma esercitano un controllo interno attraverso strumenti di coercizione e violenza selettiva”.
“I risultati mostrano che la violenza mafiosa non è scomparsa, ma si è trasformata in uno strumento più selettivo e funzionale al controllo dei mercati criminali. È dunque fondamentale che le istituzioni continuino ad adottare strategie di contrasto mirate e integrate, volte a smantellare queste dinamiche di potere e garantire la sicurezza dei cittadini”, conclude Alberto Aziani.
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