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Il carico inviato dal Cremlino rompe il blocco totale Usa dopo tre mesi, ma coprirà il fabbisogno energetico dell'isola per sole due settimane: Washington concede l'approdo solo per "ragioni umanitarie".
Il carico inviato dal Cremlino rompe il blocco totale Usa dopo tre mesi, ma coprirà il fabbisogno energetico dell'isola per sole due settimane: Washington concede l'approdo solo per "ragioni umanitarie".
Dopo mesi di paralisi energetica, la petroliera russa Anatoly Kolodkin ha gettato l'ancora nel porto di Matanzas, a L'Avana, portando con sé 730.000 barili di greggio e un carico di aiuti umanitari spediti dal Cremlino.
Si tratta di una boccata d'ossigeno fondamentale per l'isola, segnata dal blocco totale imposto dagli Stati Uniti all'inizio di gennaio, anche se il sollievo sarà di breve durata: le stime indicano infatti che il carico riuscirà a coprire il fabbisogno energetico nazionale per appena due settimane.
L'attracco non segna tuttavia un disgelo diplomatico tra Washington e il governo cubano. La Casa Bianca ha infatti tenuto a precisare che l'autorizzazione concessa alla nave russa "non è un cambio di politica" da parte degli Stati Uniti, sottolineando come la deroga temporanea alle restrizioni sia stata accordata esclusivamente per "ragioni umanitarie" di fronte al rischio di un collasso totale dei servizi essenziali nell'isola.
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