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- Roma - Martedì 23 Giugno 2026
Cultura e inclusione, alla Camera dei Deputati il confronto sul ruolo del Terzo Settore contro la povertà educativa
Alla Camera dei Deputati, un convegno ha esplorato il ruolo del Terzo Settore nella lotta contro la povertà educativa, promuovendo la cultura come strumento di inclusione.
La cultura come strumento di crescita, inclusione e sviluppo sociale. È questo il tema centrale del convegno "Ruolo del Terzo Settore: Cultura che genera futuro. Educazione al patrimonio e alle arti come risposta alla povertà educativa", ospitato presso la Camera dei Deputati e promosso dalla Federazione Italiana del Teatro e delle Arti (FITA APS) con il contributo del Ministero della Cultura. L'iniziativa, inserita nell'ambito del bando dedicato ai convegni di rilevante interesse culturale nazionale e internazionale, si è svolta nella Sala Matteotti grazie alla disponibilità del presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Federico Mollicone. L'appuntamento ha rappresentato un'importante occasione di confronto tra istituzioni, mondo accademico, ricerca e associazionismo, con l'obiettivo di riflettere sul valore dell'educazione al patrimonio culturale e alle arti come risposta concreta alle nuove forme di povertà educativa.
La cultura come motore di partecipazione e cittadinanza
Al centro del dibattito è emersa la convinzione condivisa che l'accesso alla cultura rappresenti uno degli strumenti più efficaci per contrastare le disuguaglianze sociali e promuovere opportunità di crescita soprattutto nei territori più fragili. Particolare attenzione è stata dedicata alle aree periferiche e ai contesti maggiormente esposti al rischio di esclusione educativa e sociale, dove il ruolo delle associazioni culturali e degli enti del Terzo Settore risulta spesso determinante per garantire percorsi formativi e occasioni di partecipazione. La cultura, in questo contesto, si conferma non soltanto come patrimonio da conservare, ma come leva capace di generare inclusione, cittadinanza attiva, senso di appartenenza e coesione sociale.
Carmelo Pace: "La cultura è un investimento sul futuro"
Nel corso dei lavori, il presidente nazionale di FITA APS, Carmelo Pace, ha sottolineato il valore strategico dell'iniziativa e la necessità di costruire una visione condivisa tra tutti gli attori coinvolti. "Oggi abbiamo voluto indicare come il patrimonio culturale, le arti e la creatività possano trasformarsi in strumenti concreti per contrastare la povertà educativa, rafforzare la cittadinanza attiva e generare coesione sociale", ha dichiarato. "La Federazione Italiana del Teatro e delle Arti ha fortemente voluto questo momento di dialogo tra istituzioni, università, mondo educativo e associazionismo, nella convinzione che la cultura non sia un costo, ma un investimento sul futuro delle comunità. Crediamo che la risposta alla povertà educativa richieda una visione condivisa, multidisciplinare e una forte alleanza tra tutti gli attori coinvolti".
Gli interventi istituzionali
La giornata si è aperta con i saluti delle autorità istituzionali che hanno portato il proprio contributo al dibattito. Tra i partecipanti Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Carolina Varchi, Simona Renata Baldassarre, assessore alla Cultura della Regione Lazio, Federico Rocca, consigliere di Roma Capitale, Elisabetta Borgia del Ministero della Cultura, Maria Lufrano, presidente di ANAS Lazio, e lo stesso Carmelo Pace in rappresentanza della FITA. I diversi interventi hanno evidenziato l'importanza di investire in percorsi culturali accessibili e diffusi, capaci di raggiungere tutte le fasce della popolazione, con particolare attenzione alle nuove generazioni.
Università e Terzo Settore insieme per nuove comunità educanti
La sessione di approfondimento, coordinata da Biagio Graziano per FITA, ha visto la partecipazione di esperti provenienti dal mondo accademico e delle reti educative nazionali. Sono intervenuti Alessandro Sanzo dell'Università Sapienza di Roma, Matteo Corbucci, presidente nazionale OMEP Italia, Christian Corsi, magnifico rettore dell'Università degli Studi di Teramo, e Vincenzo Curatola, referente nazionale ARCE – Alleanza Reti Comunità Educanti. Dalle loro riflessioni è emersa la necessità di rafforzare il dialogo tra scuola, università, enti culturali, amministrazioni pubbliche e associazioni del Terzo Settore, favorendo la costruzione di percorsi educativi innovativi, inclusivi e radicati nei territori.
Verso un'alleanza stabile per il futuro
Uno dei temi maggiormente condivisi nel corso dell'incontro è stato quello della collaborazione tra soggetti diversi come condizione indispensabile per affrontare in modo efficace il fenomeno della povertà educativa. Secondo i relatori, valorizzare il patrimonio culturale e artistico significa offrire ai giovani strumenti di crescita personale, rafforzare le competenze civiche e promuovere uno sviluppo territoriale più equilibrato e sostenibile. L'auspicio emerso al termine dei lavori è che il convegno possa rappresentare il punto di partenza di un percorso permanente di confronto e cooperazione, capace di tradurre le idee e le proposte emerse in progetti concreti a beneficio delle comunità locali e delle nuove generazioni. Una sfida che coinvolge istituzioni, mondo della cultura e società civile e che guarda alla cultura non solo come patrimonio da tutelare, ma come una risorsa fondamentale per costruire il futuro del Paese.
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