
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 28 Luglio 2026
Deforestazione, Lollobrigida: "Esclusione delle concerie un successo dell'Italia"
Il ministro dell'Agricoltura rivendica l'intesa sul regolamento UE ma avverte: servono pragmatismo e sostenibilità produttiva, no agli approcci ideologici.
Il governo italiano incassa un risultato importante nel dibattito sulle norme comunitarie contro la deforestazione, ottenendo lo stralcio del settore conciario dalle restrizioni previste a livello europeo.
A rivendicare il traguardo è il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, sottolineando il lavoro d'intesa con il titolare della Farnesina Antonio Tajani e la battaglia condotta a Bruxelles.
"Ci siamo battuti e continueremo a farlo contro l’applicazione di un regolamento sbagliato tecnicamente e gravemente lesivo degli interessi europei. Su nostra proposta, dimostrando gli oggettivi danni che si sarebbero provocati, abbiamo ottenuto numerosi rinvii di questa norma. Il nostro gruppo ECR in Europa non la ha votata fin dall’inizio e siamo contenti di apprendere che, nel tempo, anche altri parlamentari delle famiglie europee che la hanno attivamente sostenuta si rendano oggi conto di quanto sia dannosa.
Oggi, come Italia abbiamo ottenuto insieme al ministro Antonio Tajani l’esclusione delle concerie dal regolamento", si legge nella nota diffusa dal ministro.
L'impatto sul tessuto industriale nazionale sarebbe stato devastante, considerato il peso strategico del comparto: "Se fosse passata la prima stesura questo comparto che per la sola produzione italiana rappresenta il 25% di quella mondiale, sarebbe stato cancellato o costretto a delocalizzare la produzione", osserva Lollobrigida.
Nonostante il traguardo raggiunto, la posizione dell'esecutivo resta cauta sul testo complessivo: "Continuiamo però a non essere soddisfatti della proposta che non risolve alla base la questione per noi centrale: rendere compatibile la sostenibilità produttiva con quella ambientale. L’Europa non ha bisogno di approcci ideologici ma di un sano pragmatismo che risolva le contraddizioni che nel tempo l’hanno indebolita", conclude il ministro.
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