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- Roma - Martedì 28 Luglio 2026
Demografia: nel 2025 solo 355 mila nuovi nati, nuovo minimo storico in Italia
Tasso di fecondità giù a 1,14 figli per donna. Il Dossier Fondazione Natalità-Istat: oltre il 60% rinuncia per motivi economici o lavorativi.
Crollo della natalità e squilibrio demografico sempre più marcato in Italia. Nel 2025 il Paese ha toccato un nuovo minimo storico dal secondo dopoguerra, registrando soltanto 355mila nascite e un tasso di fecondità sceso a 1,14 figli per donna.
È quanto emerge dal "Dossier Natalità 2026: Volere o Potere", elaborato dalla Fondazione per la Natalità in collaborazione con l'Istat e presentato alla presenza dei presidenti di Fondazione e Istat, Gigi De Palo e Francesco Maria Chelli, e del direttore generale Inps Valeria Vittimberga.
Il rapporto evidenzia un profondo divario tra i desideri e la realtà: se le intenzioni di fecondità dichiarate dalle donne si fossero concretizzate, nel 2025 sarebbero nati circa 760mila bambini, più del doppio di quelli effettivi.
A pesare non è la mancanza di volontà — solo il 5,5% indica che avere figli non rientra nel proprio progetto di vita — ma barriere di natura strutturale. Il 62,2% di chi non avrà altri figli dichiara infatti di avervi rinunciato a causa di ostacoli economici, lavorativi o sociali, con oltre 2,8 milioni di italiani che citano direttamente le difficoltà finanziarie e d'impiego.
Forte anche il divario di genere nel mondo del lavoro e nella gestione dei carichi familiari. Quasi una donna su due (49,9%) teme ripercussioni negative sulla propria carriera in caso di maternità, quota che scende al 24% tra gli uomini. Sul fronte del welfare, le donne inattive per motivi familiari sono oltre 3 milioni, contro appena 151mila uomini, mentre 763mila persone rinunciano alla genitorialità per la necessità di assistere genitori anziani. Il quadro tracciato dipinge un Paese dall'età media sempre più elevata.
A fronte delle 355mila nascite, nel 2025 si sono contati 652mila decessi, generando un saldo naturale negativo di 297mila unità. Nonostante l'Italia vanti una tra le aspettative di vita più alte al mondo (83,4 anni), il rapporto avverte come questo primato rischi di compromettere la tenuta e la sostenibilità del sistema sanitario, del welfare e del comparto pensionistico.
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