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  • Roma - Martedì 16 Giugno 2026

Diffamazione, Roberto Vecchioni a processo. Geronimo La Russa: "Mi costituirò parte civile"

L'avvocato e figlio del presidente del Senato annuncia l'azione legale contro il cantautore dopo alcune dichiarazioni pubbliche relative a una vicenda risalente agli anni Novanta.  

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Si apre un nuovo capitolo giudiziario nella vicenda che vede contrapposti Roberto Vecchioni e Geronimo La Russa. L'avvocato, figlio del presidente del Senato Ignazio La Russa, ha annunciato la volontà di costituirsi parte civile nel procedimento che coinvolge il cantautore milanese, imputato per diffamazione aggravata. L'annuncio è arrivato a Firenze, a margine della presentazione della mostra "Gli scultori della velocità" ospitata a Palazzo Medici Riccardi. Secondo quanto dichiarato da Geronimo La Russa, la scelta è maturata dopo la conclusione delle indagini che hanno portato all'imputazione dell'artista.

L'accusa: un riferimento a un episodio di trent'anni fa

Al centro della vicenda ci sono alcune affermazioni pronunciate da Roberto Vecchioni nel 2023 durante il Festival La Gaberiana, manifestazione culturale dedicata alla figura di Giorgio Gaber. In quell'occasione il cantautore aveva rievocato un episodio risalente al 1997, raccontando di un presunto furto avvenuto nella sua abitazione milanese durante una festa organizzata per una delle sue figlie, allora adolescente. Secondo il racconto, alcuni giovani invitati avrebbero sottratto diversi oggetti presenti in casa. La vicenda sarebbe stata successivamente denunciata alle forze dell'ordine e i responsabili identificati.

Il nome pronunciato sul palco

Durante il suo intervento, Vecchioni avrebbe aggiunto che uno dei ragazzi coinvolti si chiamava "Geronimo", senza tuttavia pronunciare il cognome. Secondo la querela presentata da La Russa, quel riferimento sarebbe stato sufficiente a far ricondurre il racconto alla sua persona, provocando un danno alla sua immagine e alla sua reputazione. Da qui la decisione di rivolgersi alla magistratura e la successiva apertura del procedimento per diffamazione aggravata.

Le parole di Geronimo La Russa

L'avvocato ha spiegato pubblicamente le ragioni della sua decisione. "Ho deciso di costituirmi parte civile contro Roberto Vecchioni che, al termine delle indagini, è stato giustamente imputato per il reato di diffamazione aggravata nei miei confronti". La Russa respinge categoricamente ogni coinvolgimento nei fatti narrati dal cantautore e sostiene che quelle accuse siano prive di fondamento. "Pur sapendo di dire una falsità, mi ha accusato, a distanza di trent'anni, di aver rubato oggetti durante una festa della figlia, all'epoca minorenne come me".

Il precedente del 1997

Secondo La Russa, il suo nome sarebbe stato associato a quella vicenda già molti anni prima. "Già nel 1997 aveva puntato il dito, tra quelli che accusava, sul 'figlio di un noto politico milanese', lasciando facilmente intendere che la responsabilità dei fatti fosse anche mia". Una situazione che, a suo dire, avrebbe continuato a produrre conseguenze nel corso del tempo fino alle dichiarazioni rilasciate nel 2023.

"Una volontà precisa di diffamare"

L'avvocato ritiene che le parole pronunciate da Vecchioni non siano state il frutto di un ricordo spontaneo o di una reazione emotiva legata all'episodio. "È evidente, anche per il momento e la modalità della sua dichiarazione, che la volontà di Vecchioni, trent'anni dopo, lontano quindi da ogni aspetto emotivo, sia stata quella di diffamare me e la mia famiglia, per un intento in nessun modo giustificabile". Parole che evidenziano la forte tensione che continua a caratterizzare la vicenda.

"A tutto c'è un limite"

Geronimo La Russa ha inoltre spiegato che la scelta di procedere legalmente nasce dalla volontà di reagire a quelle che considera accuse infondate. "E siccome di questo nuovo sport, il lancio della menzogna, io e la mia famiglia ne abbiamo le tasche piene, ho deciso di prendere questa posizione perché a tutto c'è un limite". Una dichiarazione che lascia intendere la volontà di ottenere un chiarimento definitivo nelle sedi giudiziarie.

Attesa per gli sviluppi del processo

Ora sarà il tribunale a valutare le accuse e a stabilire se le dichiarazioni contestate abbiano effettivamente superato i limiti del diritto di cronaca e di espressione, configurando il reato di diffamazione aggravata. La vicenda riporta sotto i riflettori un episodio risalente a quasi trent'anni fa ma tornato d'attualità dopo le parole pronunciate da Roberto Vecchioni durante un evento pubblico. Nei prossimi mesi il procedimento entrerà nel vivo e sarà chiamato a chiarire responsabilità e contorni di una controversia che coinvolge uno dei più noti cantautori italiani e il figlio della seconda carica dello Stato.

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