
- Prima Notizia 24
- Torino - Lunedì 29 Giugno 2026
Eccellenza al CTO di Torino: rimosso un tumore maligno, la paziente torna a camminare grazie al trasferimento dei nervi
Una paziente di 50 anni ha recuperato la mobilità grazie a un intervento combinato di chirurgia oncologica e microchirurgia ricostruttiva.
Una complessa combinazione di chirurgia oncologica avanzata e microchirurgia ricostruttiva ha permesso a una paziente di 50 anni di evitare una severa disabilità e riprendere a camminare. L'eccezionale percorso terapeutico è stato eseguito con successo all'ospedale CTO della Città della Salute di Torino.
La donna era stata colpita da un MPNST (tumore maligno della guaina dei nervi periferici) localizzato nella regione lombosacrale, un'area anatomica cruciale da cui originano le radici nervose che governano il movimento e la sensibilità degli arti inferiori.
Il piano d'attacco si è articolato in due fasi ad altissima complessità. La prima, di natura oncologica, ha visto un'équipe neurochirurgica composta da Diego Garbossa, Fabio Cofano, Nicola Marengo e Francesca Rizzo impegnata nella rimozione in blocco del tumore, operazione che ha inevitabilmente richiesto il sacrificio di alcune radici nervose e di una porzione di muscoli, oltre al posizionamento di un impianto di stabilizzazione in carbonio alla colonna vertebrale. Successivamente, per ripristinare la funzione motoria compromessa dal cancro, i medici hanno optato per una ricostruzione microchirurgica d'avanguardia nota come nerve transfer (trasferimento nervoso).
"Una tecnica avanzata che può essere paragonata ad un 'cambio di collegamento' nel sistema elettrico del corpo: quando un nervo non riesce più a trasmettere il comando a un muscolo, un altro nervo ancora funzionante può essere trasferito e collegato al circuito interrotto, con l'obiettivo di restituire movimento", spiegano dalla Città della Salute.
Nello specifico, l'intervento ricostruttivo – pianificato ed eseguito dal microchirurgo Paolo Titolo insieme ai neurochirurghi Francesca Vincitorio e Leonardo Bradaschia, in collaborazione con Bruno Battiston – ha permesso di deviare e collegare alcuni rami ancora sani e funzionanti del nervo sciatico verso il territorio del nervo femorale interrotto.
A distanza di alcuni mesi dall'operazione, i risultati clinici sono straordinari: "La donna ha recuperato parte della forza muscolare – affermano dall'azienda sanitaria – e ha ripreso a camminare autonomamente con un supporto per il piede, ritrovando una buona qualità di vita, senza quel severo dolore neuropatico che è una possibile complicanza nelle lesioni nervose di questo tipo".
La direzione generale della Città della Salute, per bocca di Livio Tranchida, ha salutato l'evento come "una nuova frontiera della chirurgia", elogiando i professionisti che hanno risolto un caso di rara difficoltà. Dall'ospedale piemontese rimarcano infine come queste tecniche specialistiche offrano speranze concrete di recupero anche in ambito oncologico, pur ricordando che "percorsi di questo tipo richiedono tuttavia un'attenta valutazione multidisciplinare: non tutte le lesioni del plesso lombosacrale possono essere trattate con la stessa metodica e i tempi di recupero neurologico e funzionale sono spesso lunghi".
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