Eccellenze Italiane, Francesca Caccuri, una star nella lotta contro il Covid.

La storia della professoressa Francesca Caccuri è la storia di una donna di successo che ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca, e che all’Università di Brescia, sotto la guida del prof. Arnaldo Caruso, lei e il suo dipartimento sono oggi punto di riferimento del mondo internazionale della microbiologia.

di Pino Nano
Lunedì 01 Novembre 2021
Roma - 01 nov 2021 (Prima Notizia 24)

La storia della professoressa Francesca Caccuri è la storia di una donna di successo che ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca, e che all’Università di Brescia, sotto la guida del prof. Arnaldo Caruso, lei e il suo dipartimento sono oggi punto di riferimento del mondo internazionale della microbiologia.

Classe 1984, segno zodiacale del toro, che per gli appassionati della materia significa “persone dotate di intelligenza, fascino e una ricca e potente immaginazione. Giovani di cuore che hanno la capacità di toccare i cuori e le menti di tutti coloro che hanno la fortuna di camminare per la loro strada. Ciò che rende i nati il 15 maggio, del segno zodiacale del Toro, così speciali è la loro creatività. Sono quelli con le soluzioni più brillanti o le idee magiche e quando vanno in giro per il mondo, ogni posto che visitano sembra sempre più fresco e colorato”.

In effetti Francesca Caccuri è tutto questo, ed altro ancora insieme.

Con le dovute differenze di età e di campi scientifici trattati e diversi tra di loro, questa giovane ricercatrice calabrese mi ricorda molto da vicino Rita Levi Montalcini, e mi ricorda soprattutto uno dei suoi articoli più belli scritto nel 2000 su “Science  in cui la Professoressa Montalcini raccontava se stessa in questo modo: “L'assenza di complessi psicologici, la tenacia nel seguire la strada che ritenevo giusta, l'abitudine a sottovalutare gli ostacoli - un tratto che ho ereditato da mio padre - mi hanno aiutato enormemente ad affrontare le difficoltà della vita. Ai miei genitori devo anche la tendenza a guardare gli altri con simpatia e senza diffidenza”.

È praticamente quello che ci confessa Francesca Caccuri, quando racconta di suo padre, morto di cancro, e della ricerca iniziata dopo la sua morte perché “volevo potergli dedicare qualcosa del mio lavoro e che portasse conforto e speranza ai tanti ammalati come lui”.

Titolo da star obbligato anche per lei, dunque, e non solo perché con quello che fa, e per quello che fa nel campo della ricerca avanzata, è messaggera accreditata di una Calabria molto bella -completamente lontana dagli schemi tradizionali della classica terra di ndrangheta e di malaffare come di solito siamo abituati a leggere sui format stranieri- e questo in ogni parte del mondo dove le capita di andare per lavoro, ma soprattutto per le cifre record che animano e caratterizzano la sua vita privata e professionale.

A 37 anni, pensate, questa giovane donna di Trebisacce è già Professore di Seconda Fascia in Microbiologia e Microbiologia Clinica, all’Università di Brescia, dove ci parlano di lei come della una delle punte di diamante del Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale dell'Ateneo. Un riconoscimento pubblico che le viene dai padri della medicina moderna e che lei, con una modestia fuori dal comune, rifiuta “a prescindere da tutto”. Ma alla Sezione di Modelli Animali e Vaccini antiretrovirali, del National Institute of Health/National Cancer Institute (NIH/NCI) di Bethesda (USA), c’è ancora chi la ricorda come un numero uno del corso, che era servito per portare avanti studi incentrati sullo sviluppo di vaccini anti-HIV.

 

La sua carriera, non ci crederebbe nessuno, parte dall’Università della Calabria, dove Francesca si laurea nel luglio del 2008 in Farmacia con una tesi sulle “Infezione da Metapneumovirus in bambini con sintomatologia acuta del tratto respiratorio: caratteristiche virologiche e cliniche”. Relatore è il professor Arnaldo Caruso, Correlatore la Dottoressa Rosalinda Bruno. In quello stesso anno consegue l’abilitazione all’esercizio della professione di farmacista, ma la neodottoressa tutto farà nella sua vita futura tranne che la farmacista.

 

Lascia infatti la Calabria subito dopo la laurea e si trasferisce a Brescia, dove nel 2012 consegue il titolo di Dottore in ricerca in Microbiologia con una tesi all’avanguardia e soprattutto sperimentale. Titolo della tesi, “La proteina U94 di HHV-6 blocca la migrazione e l'invasività di cellule tumorali inibendo la via del segnale SRC dipendente”. Come relatore Francesca ritrova qui a Brescia il Prof. Arnaldo Caruso con cui si era laureata ad Arcavacata. Siamo nel cuore del Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale dell’Università degli Studi di Brescia, che viene oggi considerato come uno dei centri di ricerca microbiologica tra i migliori al mondo, guidato anche questo da una “stella di prima grandezza della ricerca”, il Prof. Arnaldo Caruso, calabrese di Cosenza anche lui, e che a Cosenza continua a tornarci in ogni momento libero della sua intensa attività di scienziato. Una storia la sua che merita una copertina a parte.

 

Per Francesca Caccuri sono quindi anni di intense ricerche e di studio pesantissimo. Dodici ore di lavoro al giorno a volte neanche le bastano. Torna a casa solo per dormire e ricominciare poi il giorno dopo in laboratorio. Non ci sono né domeniche né feste comandate, se non il suo microscopio e la voglia di capire cosa si muove oltre quella magica lente di ingrandimento. Sono ritmi di lavoro e di impegno quotidiano che solo una ragazza single e senza famiglia, desiderosa di arrivare alla meta, può permettersi all’interno dell’Università. E alla fine vince lei.

 

A soli 33 anni, nel luglio del 2017, mentre i TG nazionali raccontavano di una Italia sommersa dal caldo africano, la giovane ricercatrice calabrese consegue l’Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di Professore di II Fascia per il settore concorsuale in Microbiologia e Microbiologia Clinica, e appena un anno dopo, nel 2018 consegue il diploma di Specializzazione in Microbiologia e Virologia con una Tesi che farà molto discutere il mondo scientifico di allora, “La proteina p17 del reovirus aviario: una nuova molecola a potenziale attività anti-tumorale”.

 

Una carriera la sua piena di incontri importanti, di esperienze internazionali diverse, di confronti ad altissimo livello scientifico, un andare e rivieni dai grandi laboratori di ricerca per capire, studiare, analizzare e soprattutto mettere in pratica le proprie ricerche con quelle degli altri, un metodo che nella vita di Francesca Caccuri si rivelerà determinante per la sua crescita futura.

 

Incredibile, ma vero. Luglio di quest’anno, 2021, le agenzie di tutto il mondo rimbalzano la notizia ripresa in Italia dall’agenzia di stampa ADNKronos: “Non solo i polmoni. COVID-19, nelle sue forme più gravi, può attaccare diversi organi e potenzialmente il corpo intero, 'agganciando' proteine espresse da tutte le cellule umane. Si chiamano integrine e funzionano come 'interruttori universali' che il coronavirus SARS-CoV-2 può 'aprire' per mettere in atto la sua invasione. Lo ha scoperto uno studio italiano pubblicato su 'Microorganisms' e presentato al 5° Congresso nazionale della Società italiana di virologia (SIV-ISV).

 

A firmare questa straordinaria scoperta legata alla terribile pandemia di questi anni è proprio la Professoressa Francesca Caccuri che per mesi e mesi ha studiato e studiato il virus del COVID-19 come nessun altro al mondo forse lo aveva mai fatto prima.

 

“Il lavoro del gruppo di Francesca Caccuri – esordisce il professore Arnaldo Caruso alla platea del Congresso, 90 relatori e 600 virologi presenti- ha dimostrato come le cellule endoteliali microvascolari polmonari siano suscettibili all'infezione da SARS-CoV-2, e siano anche alla base dei processi infiammatori e angiogenetici che contribuiscono allo sviluppo di COVID grave. L'importanza dello studio - evidenzia lo scienziato- è in particolare la dimostrazione della via di interazione tra il virus e le cellule endoteliali. Un meccanismo che indica appunto nelle integrine nuovi, potenziali bersagli terapeutici contro le forme più severe di COVID-19”.

 

All’uomo comune la notizia dice molto poco, ma per il mondo scientifico è invece la chiave di volta per pensare di debellare meglio la pandemia del nuovo secolo. Se non altro qualcuno è riuscito finalmente a capire quale è il rapporto reale tra infezione da SARS-CoV-2 e corpo umano.

 

- Professoressa Caccuri perché sorride?

Perché per voi giornalisti è tutto sempre molto sensazionale. E invece per noi è vita quotidiana, è lavoro di ricerca avanzata, è passione per la propria vita professionale. Diventa tutto sensazionale se realmente una nostra scoperta riesce ad aiutare l’uomo a non ammalarsi con troppa facilità, o a curarsi meglio nel caso sia stato colpito da una infezione.

 

-Professoressa Caccuri, qual è stata l'arma del suo successo?, la chiave di volta per arrivare così presto alla cattedra?

Tante cose insieme credo. Prima di tutto l’amore per la ricerca. Ma poi una grande perseveranza, tanta forza di volontà. Tanta tenacia.

 

-Cosa vuol dire?

Parlo di ore ed ore in laboratorio, anche nei giorni festivi. Parlo di una disponibilità al confronto ed a spostamenti continui. In questi anni la mia vita è stata un pensare continuamente al mio lavoro, quasi fosse un’ossessione, non concedendomi mai alcun momento di stacco. Il che non è facile e mi creda tutto questo comporta grandi sacrifici.

 

-Quando parla di sacrifici a cosa pensa in modo particolare?

Penso alla rinuncia a cose importanti, come per esempio mettere su una famiglia propria.

 

-Non è mai troppo tardi, non crede?

Francamente ci sto pensando, e questo potrebbe essere uno dei miei prossimi obbiettivi.

 

-Che consiglio darebbe ad un giovane che oggi volesse intraprendere la sua strada?

Le sembrerà scontato, ma senza un grande amore per la ricerca, senza un elevato grado di perseveranza, e di abitudine alla disponibilità e al sacrificio, nel mondo della ricerca non si arriva davvero da nessuna parte.

 

Non è facile imbattersi in un curriculum come il suo.

 


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

Arnaldo Caruso
Covid-19
Francesca Caccuri
Pino Nano
PPN
Prima Pagina News

APPUNTAMENTI IN AGENDA