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Presentata al Parlamento la relazione "Governare il cambiamento": l'escalation in Medio Oriente incendia la propaganda jihadista, mentre la Russia quintuplica gli attacchi alle infrastrutture europee e l'IA diventa uno strumento per i terroristi.
Presentata al Parlamento la relazione "Governare il cambiamento": l'escalation in Medio Oriente incendia la propaganda jihadista, mentre la Russia quintuplica gli attacchi alle infrastrutture europee e l'IA diventa uno strumento per i terroristi.
L'intelligence italiana delinea un quadro di massima allerta nella relazione annuale presentata oggi alla Camera, intitolata significativamente "Governare il cambiamento".
In un'epoca che conta il record di 61 conflitti attivi dalla Seconda Guerra Mondiale, la sicurezza nazionale si trova a fronteggiare minacce che spaziano dai campi di battaglia in Iran alla dimensione digitale dell'intelligenza artificiale.
Durante la presentazione, alla presenza dell'Autorità delegata Alfredo Mantovano e del direttore del Dis Vittorio Rizzi, è emerso come la tecnologia rappresenti oggi la sfida principale: "è un acceleratore dei processi ma è anche una vulnerabilità".
Il dossier dedica ampio spazio alle conseguenze dirette della guerra all'Iran, evidenziando come l'instabilità del regime di Teheran possa fungere da catalizzatore per attacchi sul suolo europeo.
Gli analisti avvertono che non può escludersi "un innalzamento anche in Europa e in Italia del rischio terrorismo, soprattutto rispetto a target israeliani o statunitensi. In prospettiva, la propaganda jihadista potrebbe, in modo opportunistico, strumentalizzare un eventuale conflitto che coinvolga Teheran, invocando un jihad globale contro il comune nemico occidentale".
Alfredo Mantovano ha precisato che, sebbene manchi la compattezza ideologica vista per il fronte palestinese, il conflitto "incrementa le pulsioni antiamericane e antisraeliane", richiedendo un monitoraggio costante anche sui possibili "lupi solitari".
Spostando lo sguardo verso Est, la Russia si conferma il pericolo primario per la stabilità dell'Unione Europea, con una strategia sempre più aggressiva che mira a colpire il cuore dei servizi essenziali. L'intelligence nota infatti che "il Cremlino ritiene di fronteggiare una minaccia di lungo periodo da parte dell'Europa, assurta a principale blocco antagonista di Mosca, dopo il consolidamento dei canali di dialogo con Washington".
Tra il 2023 e il 2025, gli attacchi russi alle infrastrutture critiche sono quintuplicati, integrando operazioni cyber e campagne di disinformazione per destabilizzare il blocco occidentale.
Sul piano interno, l'attenzione resta altissima sulla radicalizzazione giovanile e sull'area antagonista. Il ministro Piantedosi ha confermato l'adozione di contromisure per gestire le ripercussioni dei movimenti di piazza dopo l'attacco all'Iran. Preoccupa in particolare l'uso dell'Intelligenza Artificiale, ormai impiegata per istruire gli utenti sulla creazione di ordigni tramite chatbot e per la pianificazione operativa di attacchi.
La relazione solleva infine un allarme etico sui sistemi d'arma autonomi e i droni senza pilota, descritti come "una delle fratture etiche e legali più profonde aperte dalla tecnologia contemporanea", capaci di operare scelte letali senza supervisione umana.
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