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È sempre una emozione andare a cercare all’estero persone che hanno nelle vene sangue italiano e che sono riuscite a contribuire al successo del Paese in cui vivono.
Andiamo oltre oceano, a Philadelphia, la città dove è nata l’America, a trovare Jennifer A. Zwuilling. Sua madre è italiana, di Piacenza. Jennifer qui a Philadelphia è curatrice e direttrice artistica di The Clay Studio, ovvero il tempio di Philadelphia per l’arte della ceramica, il cuore pulsante per tanti giovani artisti che risiedono nella scuola.
La incontriamo nella nuova sede di South Kensington circondata da artisti, studenti, insegnanti all’opera nella preziosa comunità che si riunisce qui, ispirata dall'argilla.
Si perché se in Italia è difficile essere artisti, qua è diverso. Spiega Jennifer: “Philadelphia è un’ottima città per gli artisti, sicuramente migliore di Washington o Boston o New York per artisti che vogliono crescere ed affermarsi: Philadelphia offre loro molte possibilità e molto sostegno”.
Clay Studio è come una casa (enorme): qua gli artisti arrivano, imparano, creano e poi espongono le loro opere.
“La nostra – spiega la direttrice -è una comunità inclusiva e vivace in cui persone di ogni estrazione, età e livello di abilità possono imparare, connettersi e creare arte fianco a fianco”. In piena sintonia con lo spirito di Philadelphia che – lo ricordiamo – è stata la città nella quale i Padri Fondatori degli Stati Uniti, nel 1776, firmarono la Dichiarazione di Indipendenza e, nel 1787, la Costituzione.
L’occasione in cui incontriamo Jennifer Zwilling è importante: con opere d'arte di Kukuli Velarde, Molly Hatch e Ibrahim Said, siamo all’apertura di Making Place Matter che è al contempo, ci spiega la direttrice, “un'ambiziosa mostra, simposio e pubblicazione che inaugura la nostra nuova casa di South Kensington.
Abbiamo inaugurato questa nuova costruzione, che oggi è la nostra sede The Clay Studio, l'8 aprile 2022: insieme alla nostra comunità MPM Council, iniziamo questo nuovo capitolo della nostra storia e l'idea di "luogo" assume un'importanza fondamentale.
Costruendo una conversazione risonante tra gli artisti dell'argilla e la comunità nella nostra nuova galleria, Making Place Matter è organizzato attorno ai complessi significati del luogo nella nostra conversazione sociale contemporanea”.
Intanto attorno a lei centinaia di ragazzi si stanno dando da fare: c'è chi si mette alla prova al tornio del vasaio, che realizza un regalo fatto a mano, chi partecipa a una presentazione con un artista nella galleria. Resta un desiderio: “Mi piacerebbe tanto andare in Italia e riappropriarmi della lingua di mia madre e di tutta la sua famiglia.
Mio nonno era un carpentiere e viveva in un piccolo paese, la moglie era casalinga. Avevano sei figli e cosi mia madre emigrò prima a New York e poi qui dove sono nata io. Si, spero di venire presto in Italia”.
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