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  • Roma - Venerdì 7 Agosto 2026

El Niño si rafforza e minaccia il clima globale, mentre l'Italia fa i conti con la morsa della siccità

L'Organizzazione Meteorologica Mondiale prevede temperature superiori alla norma a livello globale. Coldiretti segnala oltre il 60% del territorio nazionale in emergenza idrica.

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Il fenomeno di El Niño continua a rafforzarsi e, secondo le stime mensili diffuse dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Wmo), è destinato a caratterizzare la situazione climatica globale nell'arco di tempo compreso tra agosto e ottobre.

L'evoluzione del quadro porterà con sé un incremento della probabilità di registrare temperature sopra la media in gran parte del pianeta, unitamente a variazioni rilevanti nelle precipitazioni.

L'Europa, tuttavia, non viene colpita in via diretta da questa dinamica: come chiarito da Edoardo Ferrara di 3Bmeteo, le elevate temperature che stanno interessando l'Italia e parte del continente non derivano direttamente da El Niño.

Ferrara spiega che "avremmo potuto assistere a una estate così calda anche senza la sua presenza. El Niño, tuttavia, contribuisce a rendere il mondo più caldo, incentivando un setup generale favorevole alle ondate di calore".

Contestualmente, la Wmo prevede lo sviluppo di una fase positiva del Dipolo dell'Oceano Indiano, fenomeno legato alla differenza di temperatura delle acque superficiali che vede la porzione occidentale più calda rispetto alle medie e quella orientale più fredda.

Questa specifica combinazione rischia di accentuare eventi estremi come inondazioni e periodi di secca nelle regioni interessate.

Nel frattempo, in Italia si aggrava la crisi idrica nelle campagne. Secondo l'analisi svolta da Coldiretti sulle mappe del sistema Copernicus, oltre il 60% del territorio nazionale è attualmente interessato dalla siccità, con fasce di criticità che vanno da livelli lievi e moderati fino ad allerte gravi. Il fenomeno colpisce in modo trasversale tutte le filiere, evidenziando le maggiori sofferenze per le coltivazioni di mais, riso, soia, pascoli, ortaggi, uva, olive e frutta, mentre negli allevamenti la produzione di latte ha registrato una contrazione del 20%.

Al deficit di precipitazioni si aggiunge la piaga degli incendi: i dati Effis elaborati da Coldiretti indicano che da inizio anno sono andati distrutti dalle fiamme quasi 75mila ettari tra aree boschive e terreni.

Di fronte a questo scenario, Coldiretti ribadisce la necessità urgente di un piano nazionale che preveda invasi realizzati con materiali naturali e dotati di sistemi di pompaggio per la produzione di energia idroelettrica rinnovabile. Attualmente l'Italia riesce a trattenere appena l'11% delle acque piovane, una percentuale inadeguata per fronteggiare le fasi di secca.

La proposta prevede sia la realizzazione di nuovi bacini per uso civile e agricolo, sia il recupero delle infrastrutture idriche esistenti, la manutenzione dei corsi d'acqua e il rafforzamento delle reti di distribuzione. Un'azione definita da Coldiretti come "una sfida non più rinviabile, considerato che gli eventi climatici estremi hanno provocato negli ultimi quattro anni danni per circa 20 miliardi di euro all'agricoltura italiana".

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