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  • Roma - Martedì 26 Maggio 2026

Elezioni Amministrative, Picierno: "Dopo il referendum qualcuno aveva preso il volo, ora si torna sulla terra"

L'eurodeputata analizza i verdetti delle urne comunali stroncando le letture superficiali nate dopo la consultazione referendaria. Il successo nei territori, spiega la vicepresidente del Parlamento Ue, si ottiene con la concretezza dei programmi e il radicamento locale, non alimentando scontri simbolici o euforie virtuali nei talk show.

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I verdetti usciti dalle urne per il rinnovo delle giunte municipali continuano a innescare profonde riflessioni interne ai partiti, spingendo i quadri dirigenti a esaminare i flussi di voto reali al di là delle narrazioni virtuali e delle propagande da campagna elettorale.

Sulla tornata delle comunali si è espressa duramente l'esponente del Partito Democratico e vicepresidente dell'Eurocamera, la quale ha utilizzato le proprie bacheche social per smontare gli entusiasmi e le analisi frettolose maturate nelle scorse settimane a livello nazionale, specialmente in seguito agli esiti dell'ultimo scontro referendario.

Secondo l'eurodeputata casertana, l'errore metodologico di molti osservatori e leader politici risiede proprio nella pretesa di sovrapporre consultazioni tra loro diversissime per natura e obiettivi.

"Così come il referendum non era una elezione politica, e chi ha pensato che fosse l'alba del sol dell'avvenire ha completamente sbagliato analisi, così le amministrative non sono elezioni politiche. I risultati però forse ci aiutano a riportare sulla terra chi aveva già preso il volo costruendo letture nazionali fondate più sulle suggestioni che sulla realtà. I flussi elettorali raccontano che gli elettori premiano candidati credibili, radicati nei territori, capaci di amministrare e di parlare ai problemi concreti", ha scritto l'esponente dem sulla piattaforma X, richiamando l'intero arco costituzionale alla responsabilità e al pragmatismo.

L'affondo di Picierno si concentra poi sui pericoli legati a una politica ridotta a pura tifoseria mediatica, incapace di strutturare proposte solide e classi dirigenti all'altezza delle sfide amministrative. "Un'alternativa seria non si costruisce sulla polarizzazione permanente, né sull'illusione che basti trasformare ogni voto in uno scontro simbolico nazionale. Le coalizioni tengono se hanno una base programmatica solida, cultura di governo, pragmatismo e classi dirigenti credibili. Non sulle immaginazioni collettive alimentate per qualche settimana nei talk show e sui social. Macchine straordinarie per produrre euforia, rafforzare la bolla e trasmettere quella sensazione di invincibilità che crea spesso un conformismo letale per la dialettica democratica", ha concluso la vicepresidente dell'aula di Strasburgo, tracciando una linea di demarcazione netta tra i bisogni reali delle comunità locali e la sterile spettacolarizzazione del dibattito pubblico.

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