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- Roma - Lunedì 8 Giugno 2026
Elezioni Comunali, Taruffi (Pd): "Il centrosinistra chiude in vantaggio, abbiamo detto no a trasformismi"
Il Partito Democratico celebra un bilancio positivo dai ballottaggi, rivendicando la centralità delle alleanze e il successo nei principali centri urbani.
I verdetti scaturiti dai ballottaggi delle elezioni amministrative offrono al Partito Democratico l'occasione per tracciare un bilancio politico estremamente positivo, ribaltando le narrazioni della vigilia e rivendicando la centralità del proprio asse di alleanze.
A farsi portavoce dell'analisi dello stato maggiore dem è Igor Taruffi, responsabile organizzazione nella segreteria nazionale del Pd, il quale ha voluto commentare i dati definitivi mettendo in risalto la prevalenza numerica e territoriale conseguita dalle forze progressiste nei principali centri urbani chiamati al voto.
Il dirigente del Nazareno ha esordito rivendicando la prudenza strategica adottata dal partito durante la campagna elettorale, contrapponendola alle dichiarazioni degli avversari politici: “Avevamo detto che i conti li avremmo fatti alla fine, ed eccoli qua. Su 16 capoluoghi al voto, tra primo turno e ballottaggi, al centrosinistra vanno 8 sindaci e al centrodestra 6. Al di là della propaganda della destra anche questa tornata elettorale vede l’affermazione del centrosinistra”.
Taruffi è poi entrato nel dettaglio della geografia del voto, analizzando le performance conseguite sia nella prima tranche elettorale sia nelle sfide dirette del secondo turno: “Se guardiamo ai 18 comuni capoluogo di provincia interessati dal rinnovo del sindaco e del consiglio comunale vediamo che in 8 di questi sono stati eletti Sindaci candidati dal campo progressista e 6 al centrodestra. Infatti alle vittorie di Mantova, Pistoia, Prato, Avellino e Andria al primo turno si aggiungono oggi Chieti, Trani e Agrigento al ballottaggio. Di queste ad Avellino e Agrigento le amministrazioni uscenti erano di centrodestra”.
A completamento di questo quadro complessivo, l'esponente dem ha voluto allargare il perimetro della valutazione ad altre realtà urbane di peso specifico rilevante, ricordando come i rapporti di forza siano ancora più netti: “Numeri ancora più chiari se si tiene conto dei risultati di altri due capoluoghi quali Salerno ed Enna già assegnati al primo turno in cui a prevalere non è stato certo il centrodestra. Nel primo turno sui 118 comuni sopra i 15 mila abitanti il campo progressista aveva vinto in 37 di questi e il centrodestra in 25”.
Nelle battute conclusive del suo intervento, il responsabile organizzativo ha focalizzato l'attenzione sui territori di provincia non capoluogo, individuando nel successo di alcune piazze storiche il riflesso della nuova identità politica del Partito Democratico: “Numerose sono le vittorie anche nei 42 Comuni andati al ballottaggio. Come Molfetta in provincia di Bari, con 60 mila abitanti uno dei più popolosi non capoluogo coinvolti in questo ballottaggio. La vittoria netta del candidato del campo progressista è una nota particolarmente preziosa maturata in condizioni difficili ma che segnala l’affermazione anche del nuovo corso del Pd, che ha scelto di costruire l’alleanza progressista dicendo no a trasformismi e ambiguità”.
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