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  • Como - Venerdì 4 Settembre 2026

Elezioni e interferenze russe, Tajani: "La minaccia è Mosca, non Vannacci". Conte: "Allarmi frettolosi"

Il ministro degli Esteri dal Forum Ambrosetti richiama l'attenzione sulle strategie di Mosca. Il presidente del M5s invita alla prudenza sulle tesi di ingerenze al voto.

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A margine dei lavori del Forum Ambrosetti, il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, prende posizione nel dibattito sulle ipotetiche pressioni internazionali sulla politica italiana, scaturito da un'analisi del Financial Times su Roberto Vannacci.

"Io mi preoccupo di quello che fa la Russia, basta leggere qualche libro di storia per capire cos’è la disinformatia. Quando ci sono vicende personali bisogna dimostrare le cose, io spero che sia assolutamente falso quello che ha detto questo importante giornale. Il problema è la Russia, non è Vannacci o altri" sottolinea il capo della diplomazia italiana.

Il titolare della Farnesina pone l'accento sulla necessità di alzare il livello di guardia istituzionale a fronte dell'azione coordinata da parte di Mosca. "Il problema è la Russia, come intende intervenire per attaccare la vita democratica dei paesi europei. Abbiamo visto cosa è successo in Germania, abbiamo visto cosa è successo in Italia, abbiamo espulso due spie russe, due addetti militari qualche settimana fa perché stavano cercando di corrompere alcuni funzionari a riposo dell’intelligence. Quindi vuol dire che siamo sotto pressione, non è una novità, la disinformatia e lo spionaggio sono cose che fanno parte di un certo tipo di cultura, ma noi abbiamo il dovere di innalzare i muri protettivi per la nostra democrazia. Siamo vigili, non ci facciamo certamente intimorire" aggiunge Tajani, ribadendo l'affidabilità dei presidi informatici e d'intelligence garantiti dall'Unione Europea.

Di segno differente la lettura del presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che nel corso di un appuntamento politico in Calabria invita ad accantonare i toni allarmistici in merito a possibili condizionamenti del prossimo voto. "Mi sembra che sia stato un allarme gettato così in modo un po’ frettoloso" dichiara il leader pentastellato. "Che ci siano delle guerre ibride, cibernetiche, questo è da tanto, da tanti anni ci sono organizzazioni criminali che lavorano su questo, ci sono anche apparati vicini ad alcune autocrazie che lavorano in questa direzione. Dobbiamo sempre sorvegliare, vigilare ovviamente per la nostra sicurezza cibernetica, ma lanciare degli allarmi senza alcun fondamento in questo momento mi sembra così… abbastanza, molto leggero da dire e da fare" conclude infine Conte.

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