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  • Caltanissetta - Giovedì 21 Maggio 2026

Emergenza frana a Niscemi, nuova visita di Meloni: "In Cdm i programmi per la messa in sicurezza e gli indennizzi"

La premier torna per la terza volta al comune nisseno colpito dal disastro dello scorso gennaio. Pronti 150 milioni di euro per ricostruzione e ristori ai cittadini sfollati. Dal Festival di Trento il ministro Musumeci incalza: "La magistratura chiarisca perché chi sapeva non ha agito per trent'anni".

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di Ettore Midas

La risposta delle istituzioni centrali di fronte al dramma idrogeologico che ha colpito la Sicilia si fa stringente e operativa. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata a Niscemi accompagnata dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano.

La premier è andata in Municipio. Si tratta della terza visita della premier, dopo quelle del 28 gennaio e del 16 febbraio, successive alla frana del 25 gennaio che ha sconvolto il comune nisseno. Un segnale di vicinanza politica e logistica culminato nell'intervento della leader di Palazzo Chigi davanti all'aula consiliare.

Nel corso della seduta straordinaria, la premier ha formalizzato la tabella di marcia del governo per sbloccare i flussi economici urgenti: "Quello che siamo qui per dirvi oggi è che siamo, con tempi che sono abbastanza veloci, pronti a mettere a terra le risorse" stanziate con il decreto legge di febbraio. "Domani abbiamo un altro Consiglio dei ministri e vorremmo licenziare due programmi ciascuno di 75 milioni, il primo per la messa in sicurezza del territorio, il secondo per gli indennizzi ai proprietari di case" dell'area colpita dalla frana di Niscemi.

Entrando nel dettaglio tecnico delle misure, Meloni ha chiarito la destinazione del pacchetto indennità: "Il secondo programma che il governo vuole licenziare domani serve a riconoscere i contributi ai proprietari di immobili che sono crollati o che sono stati sgomberati e dichiarati inagibili e non possono essere ristrutturati o ricostruiti". I fondi "possono essere utilizzati per comprare una casa già esistente, acquistare un'area edificabile e realizzare una nuova abitazione in zona idonea a Niscemi o nei comuni limitrofi, ristrutturare e rendere abitabili ulteriori immobili che sono già nelle disponibilità di chi ha diritto al contributo".

La contabilità del piano tiene conto di ampi margini di flessibilità burocratica per coprire ogni singola situazione di disagio abitativo: "Questo programma prevede uno stanziamento di 75 milioni di euro, al momento la stima che abbiamo dei contributi è di poco più di 50 milioni di euro mentre il resto sarà utilizzato per completare le demolizioni degli edifici crollati o inagibili. Parliamo di una stima perché il definitivo si farà a valle di tutte le istruttorie".

Pur registrando una natura del disastro puramente geomorfologica, l'esecutivo applicherà le norme di gestione straordinaria tipiche dei grandi cataclismi: "Non c'è stato un terremoto - ha aggiunto - vogliamo gestire le macerie come se ci fosse stato, con tecniche moderne e attenzione al territorio". Un approccio complessivo strutturato per scongiurare future emergenze: "C'è ancora molto lavoro da fare per mettere in sicurezza il territorio e fare quello che è possibile per scongiurare che quello che è accaduto possa ripetersi, per fare ripartire questo territorio, metterlo in condizioni di guardare avanti, di archiviare per quanto possibile la frana".

I canali di intervento statali toccheranno anche la rete scolastica locale: "Lo facciamo anche" al di fuori dei due programmi che saranno licenziati in Consiglio dei ministri domani per messa in sicurezza del territorio e indennizzi, "penso al tema della riapertura delle scuole sul quale pure si stanno definendo gli ultimi aspetti per la costruzione di nuove scuole, qui va ringraziata anche la diocesi di Piazza Armerina, la Caritas e tutti coloro che ci stanno dando una mano".

La premier ha assicurato la realizzazione di "scuole definitive", rimarcando il valore del coordinamento tra i vari soggetti coinvolti sul campo: "Servono dedizione, costanza, continuare a lavorare e che continuiamo a farlo insieme. Per noi riuscire a lavorare bene con tutti i livelli istituzionali, su un lavoro per il quale serve anche il punto di vista dei comitati, delle rappresentanze, dei corpi intermedi, fa assolutamente la differenza. Questa condivisione finora c'è stata vi voglio e vi devo ringraziare e confido che continuerà a esserci anche per il futuro".

Al termine dell'incontro con le autorità locali e con una rappresentanza delle famiglie rimaste senza casa, la presidente del Consiglio ha voluto tracciare una linea di netta discontinuità rispetto alle passate gestioni commissariali: "Stiamo facendo la differenza rispetto al 1997 quando gli interventi non vennero programmati e ancora oggi addirittura stiamo pagando gli indennizzi".

Parallelamente alla missione della premier in terra sicula, il dossier è rimasto al centro dei lavori politici anche sul palcoscenico del Festival dell'economia di Trento, dove il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha confermato la compattezza dell'esecutivo sulla copertura finanziaria ed ha auspicato un rapido accertamento delle responsabilità civili e amministrative del disastro: "Su Niscemi proprio stamattina c'è l'ulteriore impegno del governo a lavorare per il Piano che è stato proposto dal capo del Dipartimento della Protezione Civile. Io ho proposto e il Consiglio dei ministri ha accettato di mettere a disposizione 150 milioni di euro: è chiaro che parallelamente all'azione del governo c'è quella della magistratura e quindi io evito di fare considerazioni perché ho grande rispetto per il ruolo dei magistrati. Bisogna capire perché per trent'anni chi sapeva non ha agito, questa è la grande semplice domanda alla quale la magistratura dovrà dare una risposta".

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