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  • Venezia - Mercoledì 20 Maggio 2026

Venezia ospita l'"Itinerant Deaf Cinema Festival": al Museo M9 il primo appuntamento dedicato interamente al cinema sordo

Dal 22 al 24 maggio, gli spazi culturali di Mestre si trasformano nel baricentro della sperimentazione visiva con la proiezione di oltre 30 opere internazionali. Durante la manifestazione verrà redatto il primo Manifesto del Deaf Cinema per ridefinire i linguaggi artistici.

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di Giovanna Guidi

Il panorama cinematografico italiano si arricchisce di una manifestazione d'avanguardia culturale destinata a scardinare i tradizionali canoni della narrazione sul grande schermo: dal 22 al 24 maggio 2026, gli spazi del Museo M9 di Mestre (Venezia) ospiteranno l'Itinerant Deaf Cinema Festival, la prima rassegna cinematografica nel nostro Paese interamente concepita e dedicata al Deaf Cinema.

L'evento punta a scavalcare la classica concezione di festival semplicemente "accessibile", offrendo al pubblico un'esperienza immersiva e radicale che elegge a protagonisti assoluti il linguaggio puramente visivo, la corporeità, il gesto e la percezione dello spazio.

All'interno delle sale, il ritmo delle immagini va a sostituire integralmente quello delle parole fonetiche: la lingua dei segni, i movimenti dei corpi e la dimensione visiva si trasformano così in diretti strumenti narrativi, artistici e politici.

Il palinsesto della tre giorni alternerà proiezioni internazionali, tavole rotonde, performance dal vivo, visual dj set, workshop tematici, aperitivi e party, mutando il polo museale in un ecosistema pulsante di scambio tra la comunità sorda e quella udente.

La selezione artistica si preannuncia ricca e trasversale, con la presentazione di oltre 30 opere internazionali tra cortometraggi, documentari, film d'animazione e pellicole sperimentali provenienti da ogni angolo del globo. Una panoramica strutturata che attraversa generi e stilemi differenti, in cui i corpi si fanno intimi, espressivi e specchio politico, offrendo uno spaccato su culture e Paesi in cui la lingua dei segni incarna un baluardo di resistenza, identità e costruzione di futuri possibili.

L'intera macchina organizzativa rispetterà rigorosi criteri di accessibilità universale grazie alla presenza costante di un team specializzato di interpreti udenti e Sordi di Lingua dei Segni Italiana (LIS) e di Segni Internazionali (IS).

Massima cura è stata inoltre riservata alla testualizzazione: tutti i film in cartellone saranno dotati di sottotitoli inclusivi in italiano e in inglese, mentre gli eventi serali beneficeranno del supporto tecnologico del respeaking in tempo reale.

Il direttore artistico della kermesse, Fabio Zamparo, ha inquadrato la portata filosofica e sociale del progetto evidenziandone la forza di rottura: “Il festival è uno spazio di incontro concreto tra comunità sorda e udente. Non è un evento 'inclusivo' nel senso convenzionale, ma un luogo in cui i linguaggi si contaminano, si mettono in discussione e si trasformano. È in questa direzione che si inserisce uno dei momenti più significativi del festival: la creazione del primo Manifesto del Deaf Cinema, a circa 150 anni dal Congresso di Milano del 1880, che ha segnato una frattura storica vietando l'uso delle lingue dei segni”.

A fare eco alle parole della direzione è Viviana Carlet, fondatrice di Piattaforma Lago, che ha rimarcato l'importanza di superare i vecchi paternalismi assistenziali nel mondo dell'arte: “l'Itinerant Deaf Cinema Festival rappresenta perfettamente questa visione: non un evento costruito attorno al concetto di inclusione come concessione, ma uno spazio in cui nuovi linguaggi possono ridefinire il modo stesso in cui guardiamo, ascoltiamo e ci relazioniamo agli altri”.

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