
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 21 Maggio 2026
"Quando c'era lei, i treni arrivavano in ritardo": scoppia il caso sui manifesti di Italia Viva
La nuova campagna pubblicitaria di Italia Viva per il 2xmille scatena la bufera nei nodi ferroviari di Roma e Milano. I manifesti ironizzano in chiave storica sui disservizi dell'esecutivo, innescando il botta e risposta tra l'ex premier Matteo Renzi e Palazzo Chigi.
Lo scontro tra le forze di opposizione e la maggioranza di centrodestra si sposta sul terreno della comunicazione visiva e della satira storica, innescando una pesante polemica che rimbalza dai corridoi dei ministeri alle principali infrastrutture ferroviarie del Paese. Italia Viva di Matteo Renzi ha lanciato una campagna per il 2xmille che ha irritato il governo Meloni per un riferimento al Ventennio fascista. All'interno degli scali ferroviari di Roma e Milano sono infatti comparsi enormi spazi pubblicitari, siglati dal partito centrista, che mettono nel mirino l'azione dell'esecutivo riprendendo in chiave parodistica i vecchi slogan e l'impostazione grafica tipici del periodo mussoliniano. Tra i messaggi esposti si legge infatti: “Quando c’era lei i treni arrivavano in ritardo”, “quando c’era lei i giovani scappavano dall’Italia”, frasi che si chiudono con l'esplicita richiesta di sostegno finanziario attraverso il codice C46.
La reazione attribuita dei vertici di Palazzo Chigi ha spinto il leader di Iv a intervenire direttamente sulle proprie piattaforme digitali, trasformando l'irritazione governativa in un nuovo affondo contro la gestione dei trasporti nazionali. L'ex presidente del Consiglio ha pubblicato un video mostrando uno dei manifesti incriminati per rispondere alle indiscrezioni di stampa: “Vedete questo cartello? È la campagna di Italia Viva per il 2×1000. La Stampa scrive che Giorgia Meloni sì è molto arrabbiata perché ci sono i cartelloni che ironizzano sui ritardi accanto ai tabelloni dei treni in ritardo. Giorgia non devi arrabbiarti con me per i cartelloni pubblicitari: devi arrabbiarti con Salvini per i treni in ritardo. Come al solito hai sbagliato Matteo”.
La contesa è stata successivamente rilanciata dal senatore fiorentino durante un dibattito pubblico in Trentino, dove ha rivendicato la bontà dell'operazione di marketing e l'efficacia del ritorno d'immagine scaturito dalle polemiche sollevate dalla maggioranza. “Siamo in campagna per prendere i soldi del 2×1000. Ringraziamo la Meloni perché ci ha fatto pubblicità, grazie Giorgia”, ha dichiarato l'esponente politico parlando dal palco del Festival dell’economia di Trento a proposito dei “cartelloni simpatici e ironici che hanno creato ‘un caso diplomatico’. Vuol dire che qualcuno non sta bene”.
Lungi dal voler smorzare i toni dello scontro, il vertice di Italia Viva ha confermato l'intenzione di prolungare la presenza dei manifesti nei nodi di transito dei pendolari, manifestando l'intenzione di sfidare i gestori degli spazi pubblicitari ferroviari. “Si tratta di una battuta che abbiamo fatto per gioco. Abbiamo mandato una Pec per allungare la campagna. Sono curioso di vedere la risposta di Grandi Stazioni”, ha concluso il parlamentare, blindando la strategia comunicativa del suo movimento.
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