
- Prima Notizia 24
- Arezzo - Mercoledì 22 Luglio 2026
Enzo Iacchetti a ruota libera da Scanzi: "Sono un militante comunista, Berlinguer il mio ideale"
Il conduttore tv ospite della rassegna "Naturalmente Pianoforte" a Pratovecchio (Ar): "Essere comunisti significa stare con i deboli". Poi l'affondo contro Vannacci, Salvini, Schillaci e Meloni.
Intervento senza filtri per Enzo Iacchetti sul palco di “Naturalmente Pianoforte”, la rassegna culturale organizzata a Pratovecchio da Andrea Scanzi.
L'ex conduttore di Striscia la Notizia, oltre a ripercorrere le tappe principali della propria carriera, ha rivendicato con forza la propria appartenenza politica. "Non trovo che la definizione sia un’offesa, perché al di là dei milioni di persone che ha ucciso Stalin, non ho mai più conosciuto un delinquente che facesse parte del partito comunista”, ha affermato Iacchetti dal palco, definendosi apertamente un “militante comunista”.
“Enrico Berlinguer è il mio ideale di militante comunista. Essere comunista vuol dire aiutare i poveretti, difendere i bisognosi, parlare male di chi governa uno Stato e lo sta riducendo in poltiglia, parlare male di eserciti e guerrafondai, parlare male dei pedofili che governano gli Stati Uniti“.
Nel corso dell'incontro, lo showman ha illustrato una personale lista di "25 sogni", criticando duramente diversi esponenti politici e figure pubbliche. Il primo affondo ha riguardato l'eurodeputato Roberto Vannacci: “Vorrei che i pomodori in Puglia in agosto venissero raccolti da quelli che vogliono la remigrazione. Io vorrei vedere la faccia di Vannacci sudare a un euro netto all’ora. E vorrei vederlo asfaltare le strade di notte a 40 gradi, perché io non vedo mai un bianco farlo. Non c’è un bianco che asfalta le strade di notte a 40 gradi”.
Successivamente, Iacchetti ha rivolto le sue critiche al ministro dei Trasporti, Matteo Salvini: “Vorrei che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti provasse un giorno a salire su un Frecciarossa, in seconda classe: deve essere lì quando il treno si ferma tra Parma e Bologna per quattro ore senza aria condizionata, non in executive, dove l’aria condizionata funziona sempre”.
Durissimo anche il passaggio riservato al ministro della Salute, Orazio Schillaci, sul tema della sanità pubblica: “Vorrei vederlo andare in ospedale e avere bisogno di una tac o di una risonanza magnetica e sentirsi rispondere, ci dispiace la prima libera è tra otto mesi. E allora voglio vederlo morire prima come succede in tanti casi”.
In conclusione, un attacco indirizzato alla premier Giorgia Meloni riguardo agli scenari internazionali: “Mi piacerebbe sapere cosa risponderà questa signora, questa mamma, tra vent’anni, a sua figlia che leggerà sui libri di storia di 25.000 bambini ammazzati, a volte trucidati, a cui sono state tagliate le gambe. Che leggerà di coloni che spaccano i crocifissi e che uccidono le persone. E questa bambina ormai adulta andrà a chiederle: 'Mamma, ma quell’anno lì non eri il presidente del Consiglio? E perché non hai mai detto un cazzo su queste cose?'. Io sogno questo momento, peccato che tra vent’anni sarò già all’inferno”.
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