
- Prima Notizia 24
- Milano - Martedì 9 Giugno 2026
Etica e finanza, monito del Card. Zuppi: "Il risiko bancario non sia una mera speculazione"
A margine della presentazione delle nuove linee guida della Cei sugli investimenti sostenibili nella sede di Borsa Italiana, il presidente dei vescovi interviene sul consolidamento del comparto creditizio: "Le aggregazioni fanno parte del gioco, ma mettere al centro la persona rimane la priorità".
La finanza e le grandi manovre di mercato devono mantenere un ancoraggio saldo ai valori della solidarietà e della centralità dell'individuo, per evitare di trasformarsi in freddi automatismi distruttivi per l'economia reale.
Intervenendo a Milano nella prestigiosa cornice di Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana, il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Zuppi, ha offerto una profonda riflessione etica in merito alle recenti e intense manovre di consolidamento e fusione che stanno interessando i principali istituti di credito del Paese.
Il capo dei vescovi italiani, pur riconoscendo la naturale evoluzione delle dinamiche societarie e industriali del comparto, ha tracciato un confine netto tra la fisiologica crescita d'impresa e le derive puramente speculative del capitale: “Le banche fanno il loro mestiere, che ci siano delle banche che si uniscono, che crescono, fa parte del gioco. A noi rimane sempre da dire che se è una logica speculativa e meramente finanziaria è pericolosa”.
L'occasione per fare il punto sui doveri morali del mondo del credito è stata la presentazione ufficiale del documento recante le 'Linee guida della Cei in materia di investimenti etici e sostenibili'. Zuppi ha quindi esortato gli operatori economici e l'intera comunità a non smarrire la bussola dell'umanesimo cristiano nell'amministrazione delle risorse finanziarie, richiamando in causa la responsabilità civile e il ruolo di testimonianza che spetta al laicato: “Il problema è mettere al centro la persona e i cattolici dovrebbero dare il buon esempio, anche se tutti devono mettere al centro la persona”.
Un invito alla responsabilità che giunge in un momento di profonda trasformazione degli assetti bancari nazionali ed europei.
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