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Secondo il manuale delle indicazioni ai presidenti di seggio, "il voto è valido se espresso utilizzando espressioni identificative quali diminutivi o soprannomi, comunicate in precedenza agli elettori".
Secondo il manuale delle indicazioni ai presidenti di seggio, "il voto è valido se espresso utilizzando espressioni identificative quali diminutivi o soprannomi, comunicate in precedenza agli elettori".
Il voto è valido anche se si scrive soltanto il nome del candidato, come ieri la premier Meloni ha invitato a fare scrivendo il suo nome "Giorgia" sulla scheda elettorale. E' quanto fanno sapere fonti del Viminale.
Stando al manuale del Ministero dell'Interno contenente le indicazioni per i presidenti dei seggi, è valido il voto assegnato al candidato "utilizzando espressioni identificative quali diminutivi o soprannomi, comunicate in precedenza agli elettori, in quanto modalità di espressione della preferenza che può essere usata da qualunque elettore. Il voto è valido sempre che si possa desumere la volontà effettiva dell'elettore".
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