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"Nei prossimi sei mesi il Venezuela farà molti più soldi di quanti non ne abbiano fatti negli ultimi 20 anni".
"Nei prossimi sei mesi il Venezuela farà molti più soldi di quanti non ne abbiano fatti negli ultimi 20 anni".
“Alcuni posti in Europa sono addirittura irriconoscibili. Potremmo discutere su questo, ma non ci sono argomenti. Non voglio insultare nessuno, ma la Francia non la riconosco e intendo in modo negativo. Amo l’Europa, voglio vederla andare bene, ma non sta andando nella giusta direzione”. E' quanto ha detto il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, intervenendo al Forum Economico Mondiale in corso a Davos, in Svizzera.
“Vogliamo alleati forti, non seriamente indeboliti. Vogliamo un’Europa che sia forte”, ha proseguito.
Per quanto riguarda il caso Groenlandia, il tycoon ha detto: “Ho un grande rispetto per il popolo della Groenlandia e della Danimarca. Ma ogni alleato nella Nato ha l’obbligo di difendere il proprio territorio. Nessuna nazione o gruppo di nazioni è nella posizione di garantire la sicurezza della Groenlandia a parte gli Stati Uniti”.
“Nella Seconda guerra mondiale, quando la Danimarca fu occupata dalla Germania in appena sei ore, gli Stati Uniti si sentirono obbligati a mandare le proprie forze per tenere la Groenlandia. E l’abbiamo tenuta. Abbiamo protetto la Danimarca e impedito ai nostri nemici di avere una base di appoggio. Al termine della guerra, abbiamo restituito la Groenlandia alla Danimarca. Che stupidi siamo stati a farlo”, ha proseguito l'inquilino della Casa Bianca.
“Solo gli Stati Uniti possono proteggere questo grande pezzo di ghiaccio, svilupparlo e migliorarlo. Sarà un bene per l’Europa e così anche per noi. Per questo motivo sto cercando di avviare negoziati immediati Per discutere nuovamente l’acquisizione della Groenlandia”, ha detto ancora Trump, secondo cui sarà esattamente come quando “abbiamo acquisito altri territori nel corso della nostra storia, così come gli europei”.
“Il Venezuela è stato un grande paese per tanti anni. Fino a 20 anni fa lo era. Ora li stiamo aiutando. C’è grande collaborazione. Nei prossimi sei mesi il Venezuela farà molti più soldi di quanti non ne abbiano fatti negli ultimi 20 anni. Tutte le grandi compagnie petrolifere stanno venendo con noi in Venezuela”, ha continuato il tycoon.
“Tutti i cosiddetti esperti avevano previsto che il mio modello economico sarebbe stato un fallimento e avrebbe portato una recessione globale e un’inflazione galoppante. Ma abbiamo provato loro l’esatto opposto: in un anno la nostra agenda ha prodotto una trasformazione mai vista nella storia dell’America”, ha evidenziato.
“Dopo un anno della mia presidenza l’economia degli Stati Uniti è in pieno boom. Praticamente non c’è inflazione e i confini sono impenetrabili”, ha continuato, aggiungendo che a Davos “ci sono tanti amici e anche qualche nemico”.
L'arrivo di Trump a Davos è avvenuto in ritardo: poco dopo il suo decollo dalla Joint Base Andrews, l'Air Force One è dovuto tornare indietro. Secondo la Casa Bianca si è trattato di un “piccolo problema elettrico”, e la portavoce, Karoline Leavitt, ha detto che il rientro è avvenuto “per estrema precauzione”. Trump e la sua delegazione, quindi, sono saliti a bordo di un altro aereo, che è partito poco dopo la mezzanotte locale.
“Avrei dovuto vincere il premio Nobel per la pace” per “aver messo fine a 8 guerre, ma la Norvegia controlla questo premio”, aveva detto Trump, nel corso di una conferenza stampa prima di partire. “Maria Machado mi ha detto che non merita il Premio Nobel per la pace”.
A un giornalista che gli ha chiesto fin dove volesse spingersi con la Groenlandia, il tycoon ha risposto causticamente: “Lo scoprirete”. “Loro hanno bisogno di accordi con noi. Ci sono diversi incontri che avremo con la Groenlandia, risolveremo le cose”.
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