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  • Roma - Mercoledì 5 Agosto 2026

Ex Ilva, Decaro: "L'acciaio è strategico, serve lo Stato come garante"

Il presidente della Regione Puglia dopo il tavolo al Mimit sul polo siderurgico di Taranto: "Ipotizzabili ulteriori gruppi interessati oltre a Jindal. La presenza pubblica è necessaria per tutelare lavoro e produzione".

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Sulla vertenza ex Ilva la presenza dello Stato è una condizione indispensabile per assicurare la continuità produttiva e salvaguardare i livelli occupazionali. È la posizione espressa dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, al margine del confronto istituzionale convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

"So che, oltre all’interesse di Jindal che è un interesse pubblico, diciamo a margine della riunione ho capito che ci potrebbero essere ulteriori gruppi interessati, non conosco i nominativi", ha dichiarato il governatore pugliese al termine dell'incontro.

Decaro ha ribadito l'importanza di un presidio pubblico all'interno del riassetto societario dello stabilimento di Taranto: "Appartengo a quelli che dicono che è necessaria la presenza dello Stato, soprattutto se poi lo Stato deve mettere delle risorse nel contratto di sviluppo. non perché sono uno statalista, perché la crisi industriale riguarda uno dei settori strategici del nostro paese. Se non c’è l’acciaio non ci sono le attività a valle, tant’è vero che gli incontri fatti anche con Federmeccanica di questi giorni che abbiamo avuto anche noi enti locali ci portano a pensare a questo. Cioè Federmeccanica, che rappresenta poi tutte le aziende che utilizzano l’acciaio, per loro è importante avere un’ulteriore produzione di acciaio, non si può chiudere il siderurgico di Taranto. Ovviamente anche per loro deve essere decarbonizzato".

Un intervento diretto delle istituzioni rappresenterebbe, secondo il presidente regionale, lo strumento migliore per monitorare gli investimenti dei soggetti privati chiamati a riconvertire gli impianti: "Ho capito che è importante la presenza dello Stato per avere garanzie. Chiunque sarà l’investitore che avrà interesse a proseguire l’attività dell’Ilva, realizzare i forni elettrici e proseguire con l’attività di verticalizzazione e di laminazione, dovrà essere un soggetto che dovrà dare garanzie. Le garanzie le possiamo avere certe se c’è la presenza dello Stato", ha sottolineato Decaro, concludendo: "Poi magari lo Stato potrà uscire e lasciare le sue quote. Contemporaneamente, se dobbiamo mettere delle risorse, credo sia opportuno che a garanzia che quelle risorse vengano impiegate per la tutela dei posti di lavoro e per la tutela del settore strategico, credo sia opportuno ci sia lo Stato".

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