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  • Roma - Lunedì 29 Giugno 2026

Firenze, Palazzo Vecchio ospita la mostra di Davide Puma: un viaggio tra natura, simboli e spiritualità

Dal 4 al 25 luglio la Sala d'Arme di Palazzo Vecchio accoglie "IO NATURA - La meccanica divina", la nuova mostra personale dell'artista Davide Puma. Un percorso immersivo tra pittura, paesaggi visionari e riflessioni sul rapporto tra uomo, natura e universo.

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La Sala d'Arme di Palazzo Vecchio si prepara a trasformarsi in un grande giardino artistico con "IO NATURA - La meccanica divina", la nuova mostra personale di Davide Puma, tra gli artisti più apprezzati dell'arte contemporanea italiana. L'esposizione sarà visitabile dal 4 al 25 luglio e sarà inaugurata venerdì 3 luglio alle 17.30 con un vernissage nel Salone dei Cinquecento. Curata da Sara Taglialagamba e organizzata in collaborazione con il Comune di Firenze, la mostra propone un percorso composto da dipinti di medio e grande formato dedicati al dialogo tra essere umano, natura e dimensione spirituale.

Un viaggio tra paesaggi e archetipi

Le opere di Puma raccontano una natura rigogliosa e luminosa popolata da figure simboliche, animali custodi, regine degli elementi, creature fantastiche e richiami alla mitologia. L'artista costruisce un universo nel quale il visibile e l'invisibile convivono, affrontando temi come la trasformazione, la presenza e la connessione tra tutte le forme di vita. Il titolo dell'esposizione rende omaggio a Leonardo da Vinci e al suo celebre modo di firmarsi, "Io Leonardo", mentre il sottotitolo, "La meccanica divina", richiama una natura idealizzata che diventa linguaggio universale. Tra i protagonisti delle tele compaiono la Santa, la Papessa, la Dama con il fenicottero, la Centaura, il pesce fiorito e numerosi guardiani della soglia, oltre al giglio, simbolo profondamente legato alla città di Firenze.

Un allestimento ispirato ai giardini orientali

Anche l'allestimento contribuisce a rendere l'esperienza immersiva. Lo spazio espositivo è stato progettato insieme alla vicesindaca Paola Galgani e arricchito con piante e sedute che invitano il pubblico alla contemplazione delle opere. Il progetto paesaggistico, curato da Chen Zhijiang, si ispira al concetto cinese di shanshui, letteralmente "montagna e acqua", una visione nella quale il paesaggio non rappresenta una semplice riproduzione della natura, ma la sua interpretazione poetica e spirituale. L'esposizione dialoga inoltre con gli spazi storici di Palazzo Vecchio e con il celebre cortile di Michelozzo, successivamente decorato dal Vasari.

Una pittura tra tradizione e contemporaneità

La ricerca artistica di Davide Puma intreccia simbolismo, spiritualità e memoria della grande pittura. Nelle sue opere convivono richiami alla luce del Beato Angelico e alle vibrazioni cromatiche di Monet, che proprio nella Liguria dell'artista trovò nuove fonti di ispirazione. Pennello e spatola costruiscono superfici ricche di materia, mentre pesci che nuotano nel cielo, sfere sospese e paesaggi immaginari accompagnano il visitatore in un percorso dedicato all'armonia e alla rigenerazione interiore.

Il Comune: "Arte e ambiente dialogano in uno dei luoghi simbolo di Firenze."

La vicesindaca Paola Galgani e l'assessore alla Cultura Giovanni Bettarini hanno sottolineato il valore culturale dell'iniziativa. "Accogliere questa mostra a Palazzo Vecchio significa offrire ai cittadini e ai visitatori un'esperienza che mette in dialogo arte contemporanea, natura e patrimonio storico in uno dei luoghi simbolo di Firenze. Le opere di Davide Puma invitano a riflettere sul rapporto profondo che lega l'essere umano all'ambiente che lo circonda, restituendo una visione in cui la natura non è semplice sfondo, ma protagonista e parte integrante della nostra esistenza.". "È un messaggio particolarmente significativo in un momento in cui la sostenibilità ambientale e la tutela degli ecosistemi richiedono una nuova consapevolezza collettiva. Allo stesso tempo, il percorso espositivo trova una cornice ideale negli spazi di Palazzo Vecchio, dove la tradizione culturale fiorentina e il pensiero umanistico hanno storicamente promosso una visione armonica del rapporto tra uomo, conoscenza e mondo naturale. Sostenere progetti come questo significa rafforzare il ruolo della cultura come strumento di crescita, sensibilizzazione e partecipazione, capace di generare nuove riflessioni sui temi del nostro tempo attraverso il linguaggio universale dell'arte.".

Davide Puma: "La luce ci guida."

Per l'artista la mostra rappresenta soprattutto un invito alla rinascita e alla consapevolezza. "Il mio è un invito a rinascere a nuova vita. Come nel celebre motto latino, Lux me regit (la luce mi guida), nelle mie pitture l'essere umano è essere divino, ha raggiunto la consapevolezza di esserlo. Il tutto è uno, perché noi siamo creato e siamo anche creatori. Tutti gli elementi partecipano a questa danza, il pesce come le stelle, come le particelle elementari, lì dove il micro e macro si incontrano. Riuscire a trasmettere questo messaggio con la pittura, che è un mezzo antico, è per me molto importante, ed è al cuore della mia ricerca.".

La curatrice: "Una cosmogonia di energia e trasformazione."

Sara Taglialagamba descrive il lavoro di Puma come un universo in continua evoluzione. "Nelle visioni di Puma si crea una cosmogonia di energia, di elementi, di materia, di atomi che, collidendo tra loro, catapultano l'osservatore in un mondo ideale interamente dominato dalla natura popolata da animali metamorfici sotto la protezione di dee primigenie. In linea con un pensiero filosofico che affonda le sue radici nell'antichità, Puma propone l'idea di un universo inteso come un organismo vivente in continuo divenire. I suoi giardini diventano luoghi ideali della creazione, popolati da simboli, archetipi e creature in continua metamorfosi.".

Un catalogo per raccontare vent'anni di carriera

Ad accompagnare la mostra sarà il catalogo pubblicato da Sillabe. "Oltre ad essere il resoconto dell'esposizione, il catalogo della mostra vuol essere uno strumento in cui la riflessione e il pensiero dell'artista sarà valorizzato in vari modi, con una prima parte dedicata all'esposizione a Palazzo Vecchio, all'iconografia delle opere in mostra e ai testi critici, e la seconda concentrata sui vent'anni della carriera, ricostruendola attraverso una lunga intervista e le opere più iconiche.", spiega la direttrice editoriale Giulia Perni.

Chi è Davide Puma

Nato a Sanremo nel 1971, Davide Puma ha esposto in Italia e all'estero partecipando a numerose mostre e fiere internazionali. Nel 2012 ha preso parte alla Biennale di Venezia, curata da Vittorio Sgarbi, mentre dal 2013 alcune sue opere fanno parte della collezione permanente del Museo MACS della Sicilia. Ha inoltre collaborato con gallerie in Francia, Regno Unito, Svizzera e Giappone e nel 2015 è stato invitato dall'Istituto Italiano di Cultura di Kyoto come unico rappresentante dell'arte figurativa italiana al DIM Festival. Con "IO NATURA - La meccanica divina" porta ora a Firenze una riflessione pittorica che unisce arte, natura e spiritualità in uno dei luoghi simbolo del patrimonio culturale italiano.

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