
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 24 Giugno 2026
Foligno celebra Guidi e Tancredi: al CIAC il dialogo inedito tra due maestri del Novecento
Foligno ospita una mostra su Guidi e Tancredi, esplorando il loro legame artistico attraverso oltre settanta opere significative.
Oltre settanta opere di straordinario valore storico e artistico per raccontare uno dei confronti più affascinanti dell'arte italiana del Novecento. Dal 28 giugno al 27 settembre 2026 il CIAC – Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno ospita "Guidi - Tancredi. Un nodo invisibile", la grande esposizione dedicata a Virgilio Guidi e Tancredi Parmeggiani, due protagonisti assoluti della pittura italiana che, pur appartenendo a generazioni e linguaggi differenti, condividono un legame profondo e sorprendente. Promossa e organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno e curata da Italo Tomassoni e Giovanni Granzotto, la mostra sarà inaugurata sabato 27 giugno alle ore 18 e propone un percorso espositivo che mette in dialogo alcune delle opere più significative realizzate dai due artisti nel corso delle rispettive carriere.
Il significato di un "nodo invisibile"
Il progetto nasce da una domanda che accompagna l'intero percorso espositivo: quale rapporto può esistere tra due artisti apparentemente così lontani? Da questa riflessione prende forma il sottotitolo della mostra, "Un nodo invisibile", che suggerisce l'esistenza di una connessione profonda, quasi nascosta, capace di attraversare differenze stilistiche, anagrafiche e culturali. Da una parte c'è Virgilio Guidi, maestro della luce e dello spazio, interprete di una pittura che trova nell'armonia tra forma, colore e visione una propria dimensione poetica. Dall'altra Tancredi Parmeggiani, artista inquieto e innovatore, che trasforma il segno pittorico in una continua esplorazione dell'interiorità e delle tensioni della modernità. Due percorsi distinti che tuttavia finiscono per incontrarsi sul terreno della ricerca più autentica.
Guidi e la ricerca della luce
La mostra dedica particolare attenzione alle opere realizzate da Virgilio Guidi negli anni Venti e Trenta, periodo considerato tra i più significativi della sua produzione. Artista profondamente legato alla tradizione italiana e alla cultura veneziana, Guidi ha costruito una poetica fondata sull'osservazione della realtà e sulla capacità di trasformare la luce in elemento strutturale dell'immagine. Nel suo lavoro lo spazio non è mai semplice sfondo, ma diventa materia viva della composizione, luogo in cui si incontrano percezione e sentimento. La sua ricerca attraversa gran parte del Novecento senza mai rinunciare a un dialogo costante con la storia dell'arte, mantenendo però uno sguardo rivolto al futuro.
Tancredi, l'uragano della pittura italiana
Accanto alle opere di Guidi trovano spazio i lavori più intensi e radicali di Tancredi Parmeggiani, realizzati tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Sostenuto da Peggy Guggenheim e vicino alle esperienze dello Spazialismo, Tancredi rappresenta una delle personalità più originali e tormentate dell'arte italiana del dopoguerra. La sua pittura si sviluppa attraverso una trama di segni, colori e vibrazioni che trasformano la tela in un campo energetico attraversato da inquietudini, emozioni e tensioni esistenziali. Per Tancredi la pittura non è rappresentazione della realtà, ma esperienza interiore, strumento per indagare le fragilità e le complessità della condizione umana.
Un confronto tra due idee di arte
L'esposizione costruisce un dialogo continuo tra questi due universi creativi, mettendo in evidenza non solo le differenze ma anche le sorprendenti consonanze. Secondo il curatore Italo Tomassoni, il rapporto tra Guidi e Tancredi può essere letto attraverso la metafora del "Nodo Borromeo" elaborata dal filosofo e psicoanalista Jacques Lacan. "Il dialogo tra i due artisti può essere interpretato attraverso la metafora del Nodo Borromeo elaborata da Jacques Lacan: un intreccio tra reale, simbolico e immaginario che diventa chiave di accesso alle profondità dell'essere e della creazione artistica. In Guidi questa struttura si organizza armonicamente nella sintesi di luce, forma, colore e spazio; in Tancredi, invece, si contrae fino a trasformarsi in una tensione psicologica estrema, in una pittura che registra il dramma dell'esistenza e l'instabilità della coscienza contemporanea".
Un rapporto nato nel dopoguerra
La mostra consente inoltre di approfondire una relazione artistica e umana che affonda le proprie radici nella storia culturale italiana del secondo dopoguerra. La stima reciproca tra Guidi e Tancredi è infatti documentata fin dal 1949, quando il maestro veneziano presentò il giovane artista alla sua prima esposizione personale. Un rapporto che si consolidò negli anni successivi, in particolare nel 1953 durante una mostra organizzata alla Galleria del Naviglio di Milano, sostenuta anche da Peggy Guggenheim. Un legame che testimonia come, al di là delle differenze stilistiche, i due artisti condividessero una comune tensione verso la sperimentazione e la ricerca.
L'opera d'arte nell'epoca delle immagini
Oltre all'aspetto storico e critico, la mostra propone anche una riflessione sul ruolo dell'arte nella contemporaneità. In un'epoca caratterizzata dalla diffusione incessante delle immagini e dalla loro continua riproduzione digitale, il percorso espositivo riafferma il valore dell'opera d'arte come esperienza fisica, irripetibile e autentica. Le tele di Guidi e Tancredi ricordano infatti la centralità del gesto creativo e della presenza materiale dell'opera, restituendo al visitatore un rapporto diretto con la pittura e con la sua capacità di interrogare il presente.
Una lettura nuova del Novecento italiano
Come sottolinea il curatore Giovanni Granzotto, il confronto tra i due artisti offre una prospettiva originale sulla storia dell'arte italiana. "Guidi attraversa il Novecento cercando nella luce la verità della natura, senza mai diventarne ostaggio: viveva la contemporaneità con l'occhio rivolto alla storia e il pensiero proiettato al futuro. Tancredi, invece, è stato un uragano leggero. Ha trasformato lo spazio in un campo mentale attraversato da energia, angoscia e libertà. È in questa distanza che nasce il loro invisibile punto di contatto: la necessità profonda di fare della pittura una forma assoluta di verità interiore".
Informazioni utili
La mostra "Guidi - Tancredi. Un nodo invisibile" sarà visitabile dal 28 giugno al 27 settembre 2026 negli spazi del CIAC di Foligno, in via del Campanile 13.
L'esposizione sarà aperta dal giovedì alla domenica, dalle 10.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.
Il biglietto comprende anche la visita alla collezione permanente del CIAC e all'Ex Chiesa della Santissima Trinità, dove è esposta in modo permanente la celebre "Calamita Cosmica" di Gino De Dominicis.
Un'occasione unica per riscoprire due protagonisti dell'arte italiana del Novecento e per osservare da vicino quel "nodo invisibile" che continua ancora oggi a unire le loro opere e il loro sguardo sul mondo.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24










