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  • Roma - Mercoledì 8 Luglio 2026

Francia, Procura conferma: "Le Pen inizierà la campagna senza indossare il braccialetto elettronico"

Marie-Suzanne Le Quéau fa chiarezza dopo il ricorso in Cassazione per il caso degli assistenti Ue: "Torna a essere presunta innocente". 'Le Monde': "Partito dai principi altalenanti, l'accesso al potere del Rn resta un pericolo".

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Marine Le Pen aprirà la sua corsa verso l'Eliseo in totale libertà di movimento. La conferma è arrivata direttamente dalla procuratrice generale della Corte d'Appello di Parigi, Marie-Suzanne Le Quéau, che in un'intervista a Tf1 ha chiarito gli effetti della mossa legale della leader del Rassemblement National, la quale ha impugnato la sentenza d'appello sul caso dei fondi Ue.

"A partire dal fatto che c'è un ricorso in Cassazione, io non dichiarerò in esecuzione il provvedimento della Corte d'Appello. Quindi, Marine Le Pen comincerà la sua campagna senza braccialetto", ha affermato la magistrata.

I tempi della giustizia ordinaria si intrecciano però inevitabilmente con le scadenze della politica. "Se la decisione della Corte di Cassazione verrà annunciata prima delle presidenziali, lei potrebbe, invece, dover portare un braccialetto durante l'ultima fase della campagna elettorale", ha avvertito la procuratrice, precisando comunque che "fino a quel momento Marine Le Pen è di nuovo presunta innocente, come qualsiasi condannato. Su questo, non si discute".

Qualora l'ultimo grado di giudizio dovesse arrivare a ridosso o dopo una sua eventuale elezione alla presidenza della Repubblica, lo scenario cambierebbe radicalmente: la decisione stessa, ha chiarito Le Quéau, sarà applicata "soltanto dopo la fine del mandato di Marine Le Pen, in quanto l'immunità presidenziale la proteggerebbe dall'obbligo di indossare il braccialetto elettronico".

La strategia difensiva è stata definita a stretto giro subito dopo la lettura del verdetto d'appello, senza attendere la scadenza formale del 20 luglio. Gli avvocati Rodolphe Bosselut e Sandra Chirac Kollarik hanno confermato a BFM TV di aver "consigliato" alla loro cliente il ricorso "a partire dal momento in cui era possibile farlo", ribadendo che la candidata "vuole utilizzare tutte le vie di ricorso che le sono possibili".

"Riteniamo – hanno spiegato i legali – che ci sia in questo caso un punto di diritto estremamente tecnico che vogliamo poter chiedere alla Cassazione di dirimere", assicurando che Le Pen "non cede su niente" e "ritiene di essere innocente".

Al centro del ricorso ci sarà l'interpretazione del quadro normativo francese. In tv, la stessa Le Pen ha spiegato di essere "in disaccordo con l'applicazione dell'articolo 432-15 ai fatti che vengono rimproverati, cioè, che i nostri assistenti abbiano fatto politica nazionale invece di dedicarsi alla politica europea".

La norma in questione, introdotta nel 2020, punisce "una persona depositaria dell'autorità pubblica o incaricata di missione di servizio pubblico che distrugge, devia o sottrae un atto o un titolo, o fondi pubblici o privati, o altri oggetti che gli sono stati affidati per le sue funzioni o la sua missione".

Mentre la leader della destra avviava la sua quarta campagna presidenziale per il 2027 rivendicando la propria innocenza, contro di lei è arrivata la durissima presa di posizione di Le Monde. In un editoriale dal titolo "I principi altalenanti di Marine Le Pen", il quotidiano parigino contesta apertamente la sua ostinazione politica a dispetto delle condanne giudiziarie: "L'ostinazione di Marine Le Pen a candidarsi, per la quarta volta, alle elezioni presidenziali ricorda la natura del Rn: una formazione dai principi fluttuanti, di cui un clan familiare controlla gelosamente il destino da oltre 50 anni. Così, il partito di estrema destra, che per lungo tempo ha avuto come slogan 'Mani pulite e testa alta', è sempre il primo a denunciare le supposte torpitudini degli altri piuttosto che applicare quelle stesse regole a sé stesso", attacca il giornale, ripescando una vecchia proposta dell'esponente di Rn: "Cosa resta, per esempio, della proposta di Le Pen del 2013 di introdurre delle 'pene di ineleggibilità a via per i politici condannati per appropriazione indebita?'".

Le Monde traccia un bilancio storico e programmatico severo sulla dinastia dei Le Pen, la cui presenza alle presidenziali è costante dal 1974 (con l'unica eccezione del 1981), definendo le loro idee "nefaste". "Sul piano economico, il Rn è inconsistente. Incapace di parlare con una voce sola sulla riforma delle pensioni, dimostrando la propria impreparazione su un tema strutturante. Quanto al centro del suo programma, la lotta all'immigrazione, il Rn difende, in particolare, la preferenza nazionale, già ritenuta contraria alla costituzione dal consiglio costituzionale nel 2024", conclude il quotidiano d'oltralpe, bollando l'ascesa del partito come "un pericolo di prim'ordine per la Francia".

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