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  • Roma - Martedì 28 Luglio 2026

Fuga dal caldo, boom per la montagna: 79 milioni di presenze, giro d'affari da 6,6 miliardi

I dati dell'Osservatorio Jfc per l'estate 2026 registrano arrivi in crescita del 14,4%. Pesa l'aumento dei costi, ma l'afa spinge sempre più italiani verso le cime.

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Le grandi ondate di calore estive incoraggiano la fuga verso le alte quote, trascinando il turismo montano italiano verso numeri da record. Secondo le stime dell'Osservatorio sulla montagna estiva curato da Jfc, le destinazioni alpine e appenniniche sfioreranno i 7,8 milioni di arrivi (+14,4% rispetto allo scorso anno), superando la soglia dei 79 milioni di presenze complessive (+5,8%).

Un volume di flussi capace di generare un fatturato complessivo di 6,6 miliardi di euro, in aumento dell'8,2% rispetto al 2025. A spingere il giro d'affari incide anche il rincaro dei listini, con costi di soggiorno saliti del 6,3%.

Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile dell'indagine, traccia il quadro della spesa: "Per quanto riguarda la vacanza principale in montagna quest'estate gli italiani spenderanno mediamente 1.113,30 euro a persona e 344,20 euro per uno short break, sempre a persona. Attenzione però: l'aumento degli arrivi e la riduzione della permanenza media peseranno sulla sostenibilità delle destinazioni, che rischiano di dover affrontare situazioni complesse in termini di mobilità, diffusione dei flussi, tutela ambientale e gestione dei servizi".

Il fattore meteo si conferma determinante nella scelta delle mete vacanziere. Se nella prima settimana di giugno il 14,6% degli italiani dichiarava l'intenzione di trascorrere le ferie principali in quota, ai primi di luglio la percentuale è salita al 19,1%, con un incremento del 4,5% legato proprio alla ricerca di refrigerio. Una tendenza che, evidenzia Feruzzi, potrebbe registrare ulteriori ritocchi all'insù nei prossimi mesi.

L'analisi dell'estate 2026 evidenzia un forte dinamismo dei mercati esteri e un cambio nelle abitudini degli italiani, orientati verso soggiorni più brevi: la permanenza media passa infatti dai 10,9 giorni dello scorso anno agli attuali 9,2 giorni.

Per i turisti internazionali si nota una marcata polarizzazione tra chi prolunga la permanenza per praticare trekking e sport all'aria aperta e chi si ferma al massimo due notti all'interno di tour itineranti.

Si assiste inoltre a un allungamento della stagione, con prenotazioni anticipate nei mesi marginali e picchi di saturazione registrati nella seconda metà di agosto e nella terza settimana di settembre, spinti anche dal richiamo dei grandi eventi sportivi.

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