G20, Joe Biden stringe la mano a Xi Jinping: 'Dobbiamo collaborare per gestire la competizione tra Usa e Cina'
Xi: "Dobbiamo trovare il giusto corso delle relazioni attraverso scambi schietti".
(Prima Notizia 24)
Lunedì 14 Novembre 2022
Roma - 14 nov 2022 (Prima Notizia 24)
Xi: "Dobbiamo trovare il giusto corso delle relazioni attraverso scambi schietti".
Stretta di mano, al G20 di Bali, in Indonesia, tra il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e l'omologo cinese Xi Jinping. I due leader si sono incontrati stamani, in quello che è il primo vertice in presenza.

"Come leader delle principali economie del mondo, dobbiamo gestire la competizione dei due nostri Paesi", ha detto Biden a Xi durante la riunione. "E' un piacere incontrarti", ha proseguito.

"E' un piacere rivederti dall'ultima volta avvenuta nel 2017", ha detto invece Xi, per poi aggiungere che "dobbiamo trovare il giusto corso delle relazioni attraverso scambi schietti".

Il G20 è in corso all'hotel Nusa Dua di Bali, dove Xi è arrivato per primo. Per i primi saluti e le foto rituali sono state apposte le bandiere di Cina e Stati Uniti. Biden è arrivato poco dopo, giungendo dalla sua sinistra a passo svelto.

I due leader si sono salutati con una calorosa stretta di mano e hanno parlato fittamente, fin quando Biden ha posto entrambe le mani, venendo ricambiato da Xi. Quindi, i due Presidenti si sono recati nella sala dove è in corso la discussione tra le delegazioni sulle "linee rosse", stando a quanto detto da Biden, che fanno parte di un'agenda, in cui la situazione di Taiwan e la guerra tra Russia e Ucraina sono tra i punti salienti.

Secondo quanto riferisce l'emittente cinese Cctv, Xi è arrivato a Bali con un aereo speciale. "Su invito del presidente della Repubblica di Indonesia Joko Widodo, il presidente Xi Jinping parteciperà al 17esimo vertice del G20 a Bali dal 14 al 17 novembre", ha proseguito l'emittente cinese.

La Cina chiede che gli Stati Uniti gestiscano le diversità di vedute adeguatamente, in vista del vertice tra Xi e Biden. A dirlo è la portavoce del Ministero cinese degli Esteri, Mao Ning, che, evidenziando "la salvaguardia della sovranità, della sicurezza e degli interessi di sviluppo della Cina" ha espresso l'auspicio cinese che "gli Usa vengano incontro, gestiscano adeguatamente le divergenze, promuovano una cooperazione reciprocamente vantaggiosa, evitino incomprensioni e valutazioni errate, riportando le relazioni su uno sviluppo sano e stabile".

Dall'altra parte, l'obiettivo di Biden è quello di trovare "aree di cooperazione" con il Presidente cinese. Secondo quanto riferito dal Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Jake Sullivan a bordo dell'Air Force One verso Bali, l'augurio è che si possa "uscire da questo incontro con aree in cui i due Paesi, i due presidenti e i loro team possano lavorare in modo cooperativo su questioni sostanziali". Sullivan sta avendo un ruolo sempre più fondamentale nella diplomazia statunitense.

Escludendo Vladimir Putin, sono pochi i leader mondiali che, come Biden, hanno avuto modo di trascorrere molto tempo con Xi. Nel corso della visita di Biden in Cina nell'agosto del 2011, i due, all'epoca entrambi Vicepresidenti, si incontrarono per cinque volte in sei giorni, e il legame che intercorre da allora, ancora oggi, è una delle poche speranze a cui potersi aggrappare nelle relazioni tra Pechino e Washington. Finora, Biden e Xi hanno avuto cinque conversazioni telefoniche, ma gli esiti non sono stati quelli sperati.

La speranza di Pechino era che, dopo il difficile quadriennio trascorso con Donald Trump, Washington riducesse le tensioni, ma i rapporti tra i due Stati hanno toccato il minimo dal 1979, anno in cui le relazioni furono normalizzate per far fronte all'Urss. Dal canto loro, gli Usa mostrano apprensione per le azioni cinesi su Taiwan e sui Mari Cinesi Orientale e Meridionale, nonchè per il rapido incremento dell'arsenale nucleare e per la mancata condanna dell'aggressione russa contro l'Ucraina. I cinesi, invece, accusano gli americani di favorire gli indipendentisti di Taiwan, territorio che Pechino considera come nazionale e da riunificare anche con l'uso di mezzi militari, e di creare alleanze come 'Quad' e 'Aukus', in modo da bloccare le loro ambizioni e soffocare l'esportazione di microchip e altre tecnologie.

Prima dell'incontro con Xi, Biden aveva reso noto che entrambi intendono delineare le proprie "linee rosse". "Non c'è alternativa a questo tipo di comunicazione da leader a leader nella navigazione e nella gestione di una relazione così importante", ha osservato Sullivan.

L'incontro tra Biden e Xi vede entrambi i Presidenti forti di un rafforzamento in ambito interno, anche se sussistono problemi. Xi, infatti, ha ricevuto a ottobre il suo terzo mandato come Segretario Generale da parte del XX Congresso del Partito comunista, ma l'economia è in una fase difficilissima e la tolleranza zero contro il Covid-19 fa sì che il Paese resti ancora bloccato. Dall'altra parte, Biden è forte dei risultati ottenuti dalle Midterm, da cui è emerso che i Democratici possono ancora controllare il Senato, ma l'inflazione americana ha raggiunto livelli ben oltre le attese.

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