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Il Patriarcato Latino e la Custodia di Terra Santa confermano la risoluzione delle criticità per i riti della Settimana Santa. Accesso garantito ai religiosi, ma restano i limiti agli assembramenti per lo stato di guerra: le liturgie saranno trasmesse in streaming in tutto il mondo.
Il Patriarcato Latino e la Custodia di Terra Santa confermano la risoluzione delle criticità per i riti della Settimana Santa. Accesso garantito ai religiosi, ma restano i limiti agli assembramenti per lo stato di guerra: le liturgie saranno trasmesse in streaming in tutto il mondo.
Le celebrazioni della Pasqua a Gerusalemme non subiranno interruzioni. Il Patriarcato Latino e la Custodia di Terra Santa hanno annunciato ufficialmente che le questioni relative alle liturgie presso la Chiesa del Santo Sepolcro "sono state affrontate e risolte in coordinamento con le autorità competenti. In accordo con la Polizia israeliana, è stato garantito l’accesso ai rappresentanti delle Chiese al fine di celebrare le liturgie e le cerimonie e preservare le antiche tradizioni pasquali".
Una nota congiunta chiarisce tuttavia che il contesto bellico imporrà cautela: "Naturalmente, e alla luce dell’attuale stato di guerra, le restrizioni vigenti sugli assembramenti pubblici rimangono in vigore per il momento. Pertanto, le Chiese garantiranno la trasmissione in diretta delle liturgie e delle preghiere ai fedeli in Terra Santa e in tutto il mondo".
Le istituzioni cristiane hanno espresso "sincera gratitudine" al presidente d'Israele, Isaac Herzog, per il suo "prezioso intervento" e la pronta attenzione dedicata alla vicenda, estendendo l'apprezzamento ai capi di Stato che hanno manifestato sostegno.
Nel documento viene ribadito un principio universale: "Desideriamo sottolineare che la fede religiosa costituisce un valore umano supremo, condiviso da tutte le religioni: ebrei, cristiani, musulmani, drusi e altri. Soprattutto in tempi di difficoltà e conflitto, come quelli che stiamo vivendo, salvaguardare la libertà di culto rimane un dovere fondamentale e condiviso".
L'auspicio è che si prosegua sulla via del dialogo per "trovare soluzioni adeguate che consentano la preghiera nei luoghi di culto, nel rispetto sia delle legittime esigenze di sicurezza sia delle pratiche religiose".
Anche il presidente israeliano Isaac Herzog ha accolto con favore l'accordo scaturito dall'incontro tra i vertici della Polizia e il Patriarca Pierbattista Pizzaballa. "Accolgo con grande favore l’intesa raggiunta questa mattina per definire le modalità di preghiera pasquale nella Città Vecchia di Gerusalemme" si legge in una nota della presidenza, che sottolinea "l’incrollabile impegno dello Stato di Israele per la libertà di culto di tutte le persone di fede e l’importanza di preservare lo status quo nei luoghi santi".
Herzog ha concluso inviando i propri auguri ai cristiani in Terra Santa e nel mondo, mentre il Patriarcato ha ribadito l'impegno per la pace: "Preghiamo e speriamo nella fine della tragica guerra che affligge la regione, consapevoli delle gravi conseguenze che essa ha su tutti".
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