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Presentati in aula a Bergamo i risultati dell'esame psichiatrico su Jashandeep Badhan, accusato del brutale assassinio a Costa Volpino. Nonostante l'uso di sostanze e i disturbi di personalità, l'imputato era lucido al momento del delitto.
Presentati in aula a Bergamo i risultati dell'esame psichiatrico su Jashandeep Badhan, accusato del brutale assassinio a Costa Volpino. Nonostante l'uso di sostanze e i disturbi di personalità, l'imputato era lucido al momento del delitto.
Jashandeep Badhan era pienamente capace di intendere e di volere quando, il 26 ottobre 2024, ha ucciso con 67 forbiciate la sua vicina di casa diciottenne, Sara Centelleghe.
È quanto emerso dalla perizia psichiatrica illustrata oggi davanti alla Corte d'Assise di Bergamo dallo psichiatra Filippo Tancredi, incaricato dal tribunale, e dal consulente della Procura, Sergio Monchieri.
L'analisi clinica ha confermato la piena imputabilità del giovane per l'omicidio consumato nell'abitazione di Costa Volpino, sgombrando il campo da ipotesi di vizio di mente che avrebbero potuto influire sul percorso processuale.
Dall'esame specialistico è emerso un quadro psicologico complesso, caratterizzato da un "disturbo di personalità senza specificazione" e da un uso abituale di diverse sostanze stupefacenti, tra cui cocaina, alcol, cannabis e, in misura lieve, oppiacei.
Tuttavia, i periti hanno stabilito che nessuno di questi fattori è stato in grado di compromettere la consapevolezza dell'imputato o la sua capacità di autodeterminarsi al momento dell'aggressione.
La lucidità di Badhan durante l'azione delittuosa resta dunque un punto fermo per l'accusa. Il processo si avvia ora verso la conclusione: la sentenza potrebbe essere emessa già il prossimo 22 aprile, data fissata per la nuova udienza in aula.
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